Roghi dolosi:  la pista della Procura di Termini.
Fabio Lo Bono.
Omicidio colposo ma anche omicidio come conseguenza di un altro reato: l'indagine della Procura di Termini Imerese punta sugli incendiari che hanno appiccato le fiamme nel comprensorio di Ciminna, sabato.
Il tipo di reato ipotizzato dal procuratore Angelo Cavallo mostra l'obiettivo dei pm: risalire a chi ha provocato la morte di Salvatore Giglia, di 26 anni.
Sopra Monte Rotondo le fiamme hanno divorato oltre 600 ettari di territorio e gli inquirenti sospettano che ad appiccare il fuoco, propagatosi velocemente fino a Ciminna, per via del forte vento e delle alte temperature, sia stata una mano criminale: "Una mano barbara e irresponsabile ha appiccato il fuoco", aveva commentato il sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone.
Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti: stanno raccogliendo testimonianze e le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.
Sar fatta, inoltre, una valutazione sulla tempistica degli interventi di soccorso: lo stesso Barone ha pi volte criticato la macchina che avrebbe dovuto arginare gli incendi e aiutare i Comuni in difficolt: "Siamo stati lasciati da soli, i pochi mezzi inviati sono stati pure dirottati.
Ci hanno aiutato i paesi vicini", ha commentato ieri il primo cittadino ai microfoni di Tgs.
Il rogo era partito dal vallone del fiume San Leonardo, tra Caccamo e Ventimiglia, per poi circondare Ciminna fino alla chiesa dei Cappuccini, in prossimit del cimitero.
La zona  stata messa in sicurezza solo luned. Ingenti i danni: dalle linee elettriche ai cavi telefonici, dagli uliveti alla macchia mediterranea, fino agli allevamenti. (*falob*).
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
