Inter, l'addio di Ausilio Napoli, tegola McTominay.
D.
opo 28 anni insieme, di cui sedici da direttore sportivo, da ieri le strade di Piero Ausilio e l'Inter si separano. "Ho dato all'Inter ogni singolo secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito", assicura il dirigente, che nel salutare promette amore eterno ai colori nerazzurri.
Dietro l'addio il mancato accordo sul suo rinnovo di contratto, che era in scadenza al 30 giugno 2027. Secondo indiscrezioni, la propriet avrebbe offerto un prolungamento di un solo anno.
Troppo poco dopo quasi 30 anni di storia insieme.
Al suo posto il club ha scelto Dario Baccin, attuale vice direttore sportivo.
Un colpo di scena proprio al termine di un'altra sessione di mercato in cui, al di l del rifiuto di Palestra che ha segnato un avvio un po' complicato, l'Inter si  assicurata tre nazionali inglesi: Stones, Spence e Jones, di fatto ricevendo l'approvazione da parte di tutti gli esperti del settore.
Quella tra Inter e Ausilio era una delle collaborazioni pi longeve e proficue della Serie A. Ausilio entr nel mondo nerazzurro nel lontano 1998 come segretario del settore giovanile del club. Poi la crescita fino a diventare nel 2010 direttore sportivo e, quattro anni pi tardi, responsabile tecnico-sportivo.
Quando arriv all'Inter c'era Massimo Moratti, il miglior marcatore in squadra era Ronaldo e la numero 10 era sulle spalle di Roberto Baggio.
Poi c' stato Thohir, l'era Zhang e infine Oaktree con cui il rapporto non sembra essere decollato.
"Desidero ringraziare Piero a nome di tutto il Club, della Propriet e di ogni singolo dipendente della grande famiglia nerazzurra.
Mi uniscono a lui momenti di gioia, di vittorie, di lavoro intenso e di tanta passione",  il saluto del presidente Giuseppe Marotta che ora passa il testimone a Dario Baccin di fatto promosso a direttore sportivo.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
