Il Veneto approva la legge sul fine vita.
Federica Zaniboni.
VENEZIA.
Il Veneto  la prima regione governata dal centrodestra a definire i tempi e le procedure per il suicidio assistito.
Dopo due giorni di discussione, il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge di iniziativa popolare Liberi subito, gi esaminata e bocciata nel gennaio del 2024 per un solo voto.
Oltre due anni e mezzo dopo, il progetto che nasce da una mobilitazione dell'associazione Luca Coscioni con la raccolta di 9mila firme,  passato con 32 voti favorevoli, 4 astenuti e 14 contrari.
Decisivi sono stati gli emendamenti presentati e votati ieri nel primo pomeriggio, di cui dieci a firma del presidente della Regione Alberto Stefani. "Nulla  pi importante della dignit della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari", ha osservato il governatore. "Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae".
Per oltre dieci ore si  tenuta quella che Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, ha definito una "discussione profonda e complessa", che ha "coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche". Per Zaia, che da sempre si batte a favore di questa legge, l'approvazione "rappresenta un risultato importante e un atto di responsabilit del Consiglio regionale.
Oggi il "Parlament dei veneti ha scelto di non voltarsi dall'altra parte - ha detto - e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema". Come ha pi volte ribadito l'esponente leghista, sui temi etici "non c' uno schieramento netto politicamente".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
