Nuova minaccia da Teheran: test con missili ipersonici di Mosca.
Washington.
C430L: non  un nuovo virus pandemico ma la sigla di un programma segreto potenzialmente letale, perch potrebbe consentire alla Repubblica islamica iraniana di fabbricare in casa i micidiali missili ipersonici made in Russia.
E' dal 2022 che gli esperti temono questa svolta nello scacchiere mediorientale: nell'estate di quell'anno, Mosca era costretta a fare i conti con il fallimento dell'invasione lampo dell'Ucraina, sfiancata dalla resistenza di Kiev e con gli arsenali a secco, cos si rivolse a Teheran per avere i droni kamikaze Shaeed. Armi destinate a cambiare il volto non solo della guerra in Ucraina ma dei conflitti moderni.
Pochi mesi dopo i primi incontri - le immagini satellitari ottenute dalla Cnn rivelarono la presenza di funzionari del Cremlino in una base aerea dell'Iran centrale dove erano parcheggiati numerosi droni iraniani -, i russi furono in grado di utilizzare sul campo i droni Geran, la versione Shaeed prodotta in casa da Mosca.
Da allora molti si sono chiesti cosa avesse ottenuto Teheran nello scambio di know-how militare: oggi una inchiesta del Financial Times rivela che la Repubblica islamica ha chiuso un contratto per la produzione di missili ipersonici.
Arma che oggi, nel corso del conflitto con Usa e Israele, potrebbe sparigliare il tavolo: Ft nota infatti che "l'Iran ha utilizzato droni e missili per infliggere danni significativi alle basi militari americane e ad altri obiettivi in tutto il Medio Oriente, ma finora non  riuscito a infliggere danni paragonabili alle risorse navali statunitensi". E i missili ipersonici a cui lavora l'Iran sono proprio quelli anti-nave.
Un'ambizione che Teheran cova da anni, e che nel 2023 ha assunto una insperata concretezza grazie al contratto ispirato dal gigante russo degli armamenti Rosoboronexport e siglato in pompa magna in novembre.
Mosca ha successivamente inviato decine di esperti e tecnici, analizzato i primi dati dei test condotti dagli iraniani sui primi vettori.
Ad oggi  incerto lo stato di avanzamento del progetto, mentre  certo che questo tipo di missili, fatti a Teheran o forniti dai russi, non abbiano debuttato nel conflitto nel Golfo.
Dovessero mai apparire sulla scena rappresenterebbero certo una micidiale minaccia per la flotta Usa e dei suoi alleati.
I missili a cui lavorerebbe Teheran sfrecciano a velocit superiori a Mach 2 e 3, a bassissima quota.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
