Al traguardo dopo 6 anni Il piano Covid  dimezzato.
Giacinto Pipitone.
palermo.
I target concordati col ministero della Salute sono stati raggiunti, i fondi del Pnrr sono dunque salvi e la Sicilia pu ora contare su 341 posti letti in pi di terapia intensiva e sub intensiva.
Cos si  chiuso il cosiddetto piano Covid, cio la manovra straordinaria di potenziamento della sanit siciliana studiata nel maggio 2020, in piena prima ondata Covid, per fronteggiare le prevedibili avanzate del virus.
Eppure dietro i numeri che certificano "l'impresa" della Regione si cela una storia fatta di ritardi e occasioni sprecate (Corte dei Conti dixit). In primis perch il piano di potenziamento della sanit pubblica siciliana - al pari di quelli fatti per tutte le altre regioni - doveva essere completato a dicembre 2021 ed  invece arrivato al traguardo solo due giorni fa con il decreto che porta la firma dell'assessore Marcello Caruso.
Ma a far propendere per un bilancio in chiaroscuro  il raffronto fra ci che era stato previsto e ci che  stato davvero realizzato in 6 anni e 3 mesi invece che in un anno e mezzo e per di pi con poteri straordinari afidati (almeno all'inizio) a un commissario.
Nel 2020 il governo Conte concord con la giunta targata Musumeci-Razza l'invio di 123 milioni e spicci per realizzare 256 posti letto in terapia intensiva e altri 318 di sub intensiva per un totale di 574 "armi" indispensabili contro il virus (era l'epoca delle ambulanze in coda all'ingresso degli ospedali che non avevano reparti di terapia intensiva tanto grandi da accogliere tutti i positivi). Ma gi due anni dopo, nel dicembre 2023, sia a Roma che a Palermo i nuovi governi presero atto che la versione 1 del piano era troppo ambiziosa e ridimensionarono gli obiettivi.
E sono proprio questi che adesso la Regione ha certificato di aver raggiunto, dichiarando che in Sicilia sono gi operativi 173 nuovi posti letto in terapia intensiva sparpagliati in tutti gli ospedali e altri 168 di sub intensiva.
Il totale fa per 341 e indica una differenza di 233 posti rispetto all'obiettivo originale.
Fra il maggio 2020 e il 28 agosto, data in cui Caruso ha certificato il raggiungimento del target, ci sono stati ritardi di ogni genere: cantieri bloccati da ricorsi, progetti sbagliati e/o ritoccati con aumenti di costi enormi, indagini della Corte dei Conti e dirigenti che hanno perso il posto per gli intoppi registrati.
Gi due anni dopo il varo del piano la Regione fu costretta a mettere sul piatto quasi cento milioni in pi per completare i 574 posti letto.
E due anni fa Renato Schifani pur di portare a termine l'operazione ne stanzi altri 70 portando il totale investito da Ue, Stato e Regione a circa 300 milioni.
Caruso ha ereditato il piano da Ruggero Razza (Fdi) e dal tandem Volo-Faraoni e prover ugualmente a portare a termine il piano nella versione originale: "In questo mese concorderemo col ministero un aggiornamento del programma che ci consentir di realizzare anche i 233 posti letto che mancano rispetto alle previsioni del 2020. Ma posso anticipare che almeno un centinaio di questi sono gi quasi pronti e serve solo che siano collaudati.
Non ci fermeremo e non perderemo risorse".
In realt il piano originario conteneva anche un altro capitolo, quello dei pronto soccorso.
Nel budget di 300 milioni erano compresi lavori di ristrutturazione e la costruzione di nuovi padiglioni in 29 pronto soccorso in tutta l'Isola.
Il patto Stato-Regione del 2023 che ha portato alla revisione dei target ha permesso di escludere dalla certificazione questi lavori, che viaggiano quindi su un binario parallelo senza influire sul bilancio generale.
E tuttavia Caruso ha diffuso ieri i dati anche dei pronto soccorso: "Su 29 progetti ne sono stati realizzati 23. E gli altri 6 sono tutti in corso di svolgimento.
Contiamo di completare sia questi che gli ultimi reparti di terapia intensiva in un anno al massimo, spero anche prima".
