La mamma che non si fidava del figlio pusher: "Pagate me".
Davide Ferrara.
Un debito per forniture di cocaina che oscillava tra 20 mila e 25 mila euro.
Una madre che non si fida pi del figlio, prende in mano il recupero del denaro e manda un adolescente a riscuotere.
Dall'altra parte Giuseppe Marino, ritenuto il fulcro della rete di spaccio tra Ficarazzi e Bagheria, anche durante gli arresti domiciliari, che paga a rate man mano che recupera i soldi dai suoi debitori.
E' la catena dei pagamenti ricostruita attraverso intercettazioni, immagini e il libro mastro sequestrato dai carabinieri di Bagheria.
A giugno dell'anno scorso una donna arriva sotto casa di Marino insieme a un ragazzo.
Il colloquio non viene registrato, ma poche ore dopo  lo stesso Marino a raccontarne il contenuto a un suo collaboratore, sollecitato a saldare i debiti: "C' suo figlio che gli hanno trovato cose di sopra, raccogliamo un po' di soldi e glieli diamo giusto !". La visita di una donna per reclamare denaro, per, viene vissuta come un fatto grave: "Tu fai venire una femmina sotto casa non  cosa mia!".
La creditrice avrebbe deciso di gestire personalmente le riscossioni, escludendo il figlio perch ritenuto inaffidabile.
Marino riferisce le disposizioni ricevute: "Dice: Non gli dare neanche una lira!", e ancora: "Se viene non gli devi dare neanche un euro". L'accordo  che i versamenti siano effettuati direttamente alla donna: "Dice: fai il conto di quanto gli devi dare che vengo io la settimana e me li dai a me!". Il motivo  riassunto in una frase: "Ha combinato danni, mi sta consumando!".
Il debito nasce dalle partite di cocaina consegnate a credito.
Marino avrebbe distribuito la droga a spacciatori pi piccoli, aspettando che vendessero e gli restituissero il denaro necessario a pagare il fornitore.
E le somme da recuperare sarebbero state ingenti.
Durante una conversazione Marino fa i conti: "22 mila e ne restano quanto? E questi di qua, quanto sono? 21 e 5! E 3 2500 e 1500 quanto sono? 24!". E poi: "Questi quelli che devo riscuotere" e "Questi di qua mettili accantonati".
Il 21 giugno Marino conferma che l'incontro avverr il luned. A riscuotere alla fine va il nipote della donna, un ragazzino che si spostava in sella a uno scooter elettrico: il giovanissimo arriva a casa di Giuseppe Marino e riceve mille euro. "Sono 1.000 euro, digli che se le scrive che me li sto scrivendo pure io". Il giorno successivo Marino attribuisce il suo "dissesto" anche a un evento chiamato "la tombola, che mi ha consumato.
Questo gran crasto". annuncia di volere interrompere il rapporto: "Di fatti me lo sto levando, non lo voglio vedere pi!".
Tutto fu gestito da casa, mentre il capo della banda si trovava ai domiciliari: lo spaccio, infatti, non si ferm neanche quando Marino fu trovato con 113 grammi di cocaina e arrestato.
Dalla sua abitazione continu a tenere in mano il filo del business.
