N.
elle guerre di oggi non vi sono pi posti sicuri, non lo sono le chiese, non lo sono gli ospedali.
Ma questa - ci tengo a sottolinearlo - non  affatto una novit. Non  possibile cos non porsi una domanda: a valere  la forza o il diritto? Mentre negli ordinamenti interni, almeno quando si tratta di regimi costituzionali basati sul rispetto delle libert individuali e delle minoranze, non vi sono dubbi circa il primato attribuito al diritto rispetto alla forza, nelle relazioni internazionali si ha la netta sensazione che la prevalenza del diritto ricada nella sfera dell'opinabile o, nel migliore dei casi, del dover essere, cio di quel che si dovrebbe fare ma che di solito non si fa.
Si aggiunga che le tutele garantite dal diritto internazionale sono spesso invocate da chi  soccombente.
Dalle vittime civili dei bombardamenti; dagli operatori sanitari quando gli ospedali e i pazienti che l sono ospitati per essere curati non sono risparmiati; dai soldati fatti prigionieri, quando non vengono trattati con la dovuta umanit.
Il diritto internazionale comprende una serie di aree che includono anche la regolamentazione della guerra.
A partire dalla prima convenzione di Ginevra, risalente al 1864, le successive estensioni degli ambiti da proteggere hanno via via fatto emergere il bisogno di un diritto umanitario internazionale.
Non tutti gli Stati hanno sottoscritto le varie convenzioni che si sono succedute, tra le quali quella di Ottawa del 1997 per la messa al bando delle mine antiuomo ed  innegabile che il diritto internazionale sia stato e tutt'ora sia continuamente violato.
E' lecito quindi chiedersi perch quel che vale sul piano interno non valga poi su quello internazionale.
E' un quesito cui i filosofi hanno risposto in maniera non univoca.
Limitiamoci ai due esempi pi noti: Kant e Hegel. Mentre per Hegel il diritto internazionale  un mero esercizio retorico, perch nelle relazioni internazionali a dettare legge sono gli equilibri tra le potenze, per Kant il diritto internazionale, incluso quello bellico, deve essere, malgrado tutto, la stella polare da seguire, sempre che si voglia evitare che l'umanit resti condannata ad una condizione di bestialit perenne.
Insomma, vogliamo essere uomini o bestie?<br/>.
L'autore  professore ordinario <br/>di Storia del pensiero politico <br/>all'Universit di Genova.
Alberto de sanctis.
la logica della forza.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
