Giancarlo Rizzoglio.
H.
anno rotto a viva forza le recinzioni e si sono riversate tutto intorno al rettangolo di gioco.
Circa duemila delle ventimila persone presenti allo stadio di Milano in viale Lombardia, gi un paio d'ore prima della terza finale del 7 giugno, si sono riversate sul campo dietro le porte e lungo le linee laterali.
Si tratta soprattutto di tifosi e squadristi emiliani dotati di pistole e randelli, cos quando l'avvocato Giovanni Mauro, presidente dell'Aia e arbitro designato, fa il suo ingresso sul terreno di gioco, rimane riluttante nell'iniziare la gara.
Il presidente della Lega Nord Enrico Olivetti, gi sotto il tiro delle critiche, vuole invece la disputa della finale ed esercita pressioni su Mauro perch la arbitri regolarmente.
Proprio Mauro, persona molto apprezzata negli ambienti federali e, soprattutto, uno tra i maggiori candidati per un nuovo Consiglio di Lega Nord.
"La sensibilit della Lega Nord  scrive il Guerin Sportivo del mese di giugno -. Olivetti defenestrato.
L'avv. Mauro prender il suo posto? Al suo posto  stando ai "si dice"  andrebbe Presidente l'avv. Giovanni Mauro, duce di quell'Aia, prepotentina, che nessuno meglio di lui  che conosce i suoi polli!  potrebbe e saprebbe condurre in carreggiata".
Mauro si lascia convincere, decidendosi "di iniziare la partita  scrive La Gazzetta dello Sport  solo dietro le pressioni degli organizzatori ed in considerazione del danno certo che sarebbe derivato alla Federazione dal rinvio della partita  ma prima di iniziare la sua opera aveva declinato ogni sua responsabilit sulla regolarit della partita, se non si provvedeva a sgomberare il rettangolo posto tra le reti metalliche dalle migliaia di persone".
Quindi, una pregiudiziale non prevista in alcun regolamento, da lui usata per ricercare il regolare svolgimento della gara scaricando per la responsabilit su altre persone.
E, soprattutto, confidando sul promesso arrivo di duecento agenti che non giungeranno mai.
Comincia la partita, e la superiorit genoana si concretizza gi al 12 con "un passaggio di Catto a Santamaria che traversa il pallone a Neri.
Questi centra di nuovo, a fil di terra.
Catto e Moruzzi balzano sul pallone e l'ultimo infila la porta".
Predominio che si consolida al 43, quando "Catto, ben lanciato, corre sul goal; bloccato, allunga sulla destra dove Alberti  pronto a infilare la rete di Gianni".
A fine primo tempo sono in molti a testimoniare l'indubbia regolarit del gioco.
Ad esempio, per La Gazzetta dello Sport "la folla che aveva scavalcato le barriere addossandosi sulle linee del fallo ha tenuto un contegno nel suo complesso lodevole" e lo stesso Consiglio di Lega Nord, nella sua relazione all'assemblea di luglio, confermer "la fiducia che avemmo nel senso sportivo del pubblico entrato nel campo e che in realt si comport correttamente".
Comincia la ripresa e al 16, saltando Bellini, "Muzzioli stringe sul goal e spara da pochi passi", aprendo cos uno dei contenziosi pi famosi della storia del calcio italiano.
Molte le versioni tra chi non sa dare un giudizio oppu.
re chi vede o non vede il gol.
Tra questi ultimi, la testimonianza del presidente dell'AIA sezione Liguria Arnaldo Dossi e quella de La Gazzetta dello Sport, quando spiega, alcuni giorni dopo il match, che "il Genoa impugna categoricamente il primo gol bolognese, cui avrebbe partecipato qualche anonimo del pubblico assiepato dietro la rete e che avrebbe in essa introdotto la palla dopo che De Pr l'aveva deviata in corner".
Infatti, Giovanni De Pr dichiarer sempre di aver deviato la palla in angolo, ma l'unico elemento davvero risolutivo  la decisione di Mauro, che fischia senza esitazioni il corner per il Bologna.
E allora eccola la vera invasione di campo che, da questo momento, invalida il match.
Tifosi e squadristi emiliani circondano l'arbitro cominciando a spintonarlo, strattonarlo e minacciarlo, pretendendo la concessione di un gol da lui assolutamente non visto.
Il presidente dell'AIA difende coraggiosamente la sua decisione per ben tredici minuti per poi sospendere la gara.
Quindi, "s  incamminato verso l'uscita del campo  scrive Il Paese Sportivo -. Mauro doveva attraversare tutto il campo per giungere allo spogliatoio, ma uno della folla faceva l'atto di avventarglisi addosso per colpirlo.
Lo sconsigliato supporter veniva fermato in tempo, ma Mauro deve aver giudicato opportuno di non continuare il cammino". A fine partita Mauro parler con i giornalisti.
"In merito al tanto discusso gol di Muzzioli  scrive La Gazzetta dello Sport -, l'avv. Mauro ci ha dichiarato di non averlo visto entrare.
Il pallone ha avuto dei rimbalzi inspiegabili.
Comunque lui, arbitro, non lo ha visto entrare in porta, e non avrebbe concesso il gol neppure dietro il parere favorevole del guardalinee.
Tenuta presente la sua pregiudiziale sull'irregolarit dell'incontro, ha concesso il punto reclamato da parte del pubblico che aveva invaso il campo, e non ha sospeso la partita per deferenza verso persona facente parte della presidenza federale che l'ha pregato di portare a termine il match".
Le ricerche storiche individuano nella persona federale un nuovo intervento di Olivetti, questa volta intento nel pregare Mauro di finire in qualche modo la partita.
E uscire vivi da l.
Quindi, la stessa persona che aveva invitato l'arbitro a iniziare regolarmente il match, lo esorta ora a portarlo a termine pro forma.
"Che in un secondo tempo il punto sia stato accordato per evitare gli inevitabili incidenti cui la folla avrebbe dato luogo non v' dubbio di sorta - scrive Il Guerin Sportivo -. V' dubbio invece che entrambi i giudici di linea abbiano confermato all'avv. Mauro che il gol era valido.
A noi risulta infatti che il linesman sig. Trezzi ne avrebbe posta in dubbio la regolarit, e ci contrariamente a quanto hanno affermato molti giornali".
Ecco perch, dopo il gol contestato di Muzzioli, Il Paese Sportivo testimonia come "l'arbitro fren finch pot o credette, poi diede l'impressione di lasciare che ognuno pensasse ai casi propri".
Negli ultimi minuti il Bologna pareggia con un altro gol molto discusso, ma dal momento che Ma.
uro aveva gi detto a De Vecchi di considerare irregolare il primo gol emiliano, "i genoani non si abbandonano a proteste".
A questo punto, bisognerebbe subito disputare i supplementari, ma il presidente dell'Aia, contrariamente al regolamento, manda le squadre negli spogliatoi, dove confermer ancora a De Vecchi e ai dirigenti del Genoa l'irregolarit del gol di Muzzioli.
Dunque, il Genoa si rifiuta di tornare in campo.
Il Bologna allora chiede partita vinta per forfait dell'avversario, ma facendo questo ammetter implicitamente il regolare svolgimento della gara.
Dal canto suo, Mauro, molto coinvolto in una posizione critica verso la Lega Nord, preferir nel suo referto mettere in risalto le difficili condizioni della gara per responsabilit della stessa Lega, piuttosto che far correttamente emergere l'invasione di campo come elemento invalidante della partita.
Un grossissimo errore che dar vita alla pi grande ingiustizia della storia del calcio italiano.
Ma non finir qui.
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(l'autore  lo storico che ha curato per la Fondazione Genoa il dossier presentato alla Figc sullo scudetto 1925).
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dodicesima tappa del viaggio nella vicenda che  considerata tra i pi grandi furti della storia del calcio, italiano e non solo: il 10 titolo negato al Grifone fra torti e ingerenze del fascismo.
Nello sfoglio dello Sport ogni mercoled, fino alla settimana del 9 agosto quando un secolo fa si visse l'ultimo atto.
In questa puntata, con lo storico Giancarlo Rizzoglio, la cronaca del 3 match che tra condizioni ambientali difficili e l'insistenza di Olivetti, n 1 della Lega Nord, si disputer in un clima surreale che porter alla mancata omologazione del risultato.
I bolognesi invocano<br/>il gol ma il direttore di gara vede la deviazione.
in corner di De Pr.
In alto l'ingresso in campo del Genoa: da destra De Vecchi, Santamaria, Scappini, Alberti e Neri.
Qui sopra un duello tra i piu `importanti delle finali che si sono disputate tra Genoa e Bologna, quello tra Muzzioli, autore della rete fantasma, e Bellini.
A destra il portiere del Genoa De Pra' esce e anticipa in sicurezza Schiavio
