Valerio Arrichiello.
inviato a Moena.
"N.
o,.
io non sono stanco eh... sono Stanciu". Risata ok ed esame superato, in due materie: autoironia e italiano.
Nicolae Stanciu non perde tempo, parla gi la nostra lingua, scherza sul suo cognome e in campo sa come farsi capire dai compagni.
Vieira gli chiede leadership, esperienza e qualit. E il capitano della Romania, 32 anni, non si tira indietro, carico per il suo ritorno in Europa dopo l'esperienza in Arabia: "Per me la cosa pi importante  essere d'esempio.
Come lo  stata per me mia nonna Fimia".
Parla gi italiano: lo ha studiato in questi mesi?
"Uso Duolingo, un'app, che mi aiuta.
Conoscevo gi lo spagnolo, tante parole sono simili.
E nello spogliatoio chiedo a tutti di parlarmi in italiano, se lo fanno lentamente capisco.
Ho trovato un gruppo molto buono, mi piace tutto qui".
Come  andata la sua trattativa per l'arrivo al Genoa?
"Ero in scadenza con il Damac, mi volevano un po' di club ma quando ho saputo del Genoa ho chiesto ai miei agenti di chiudere ogni discorso.
E gli ho detto: "Voglio solo il Genoa"".
Come mai?
"Prima di tutto volevo giocare in Serie A. Mi hanno convinto i consigli di tutti quelli che conosco e hanno giocato qui: Dragusin, Puscas, Dragus ma anche le parole dei compagni di nazionale che hanno sfidato il Genoa da avversari.
Mi hanno detto tutti che i tifosi sono caldi, che al Ferraris c' l'atmosfera pi bella d'Italia.
Ho visto le partite del Genoa in televisione, non vedo l'ora di giocarci e di fare felici i nostri tifosi".
Dopo gli anni in Cina e Arabia: le mancava un po' il calore degli stadi europei?
"In Arabia solo i 7-8 club pi grandi hanno tanti tifosi, il mio non ne aveva molti.
Ma ho giocato con Steaua Bucarest, Anderlecht, Slavia Praga e l c'erano tifosi molto appassionati: so cosa vuol dire giocare in uno stadio sempre pieno".
Alcuni temono che possa soffrire il ritorno a un calcio pi intenso ma dimenticano che  stato protagonista in nazionale, anche a Euro '24.
"Esatto, ho affrontato con la nazionale partite difficili, compresi gli Europei, non c' problema, fisicamente sono sempre stato bene, altrimenti non avrei potuto giocare.
E poi ricordo la seconda gara in Arabia, contro l'Al Hilal, i miei avversari erano Neymar, Mitrovic, Koulibaly, Neves: forse neanche quando giocavo in Champions ho sfidato tanti big tutti insieme.
I club arabi sono ricchi, con tanti top player".
Il presidente Sucu ha detto che per i romeni lei  un eroe.
Quanto ha inciso la sua figura nella scelta di venire al Genoa?
"Lo conoscevo perch era il presidente del Rapid, ora l'ho conosciuto di persona ma non gli ho ancora parlato molto.
Voglio ringraziarlo per queste bellissime parole.
Ma non sento una pressione differente perch il presidente del Genoa  romeno.
Voglio solo allenarmi bene, che la squadra giochi bene e vinca le partite".
Sucu dice che ora tanti romeni che vivono in Italia tiferanno per il Genoa.
"Se avremo pi tifosi meglio.
Non ne ho ancora incontrati a Genova, qui in ritiro ho incrociato qualche romeno ed  sempre bello per me incontrare i connazionali".
Quali sono le sue prime impressioni su Vieira?
"Mi piace il suo modo di parlare con noi, di vedere il calcio e di allenarci.
Lo sento molto vicino alla squadra, questo  importante.
Tatticamente mi sento a mio agio in tutte le posizioni del centrocampo: dove c' bisogno gioco".
Il mister chiede a voi pi esperti di aiutare i giovani.
"Mi piace, faccio lo stesso in nazionale: prima di essere un capitano  importante essere un esempio.
Come ti comporti dentro e fuori dal calcio, come rispetti le persone nel club, tutte le persone".
Tutti sono colpiti dal suo tiro, pure sulle punizioni.
Merito del lavoro in allenamento?
"Ho iniziato a giocare a calcio a 11-12 anni e dopo circa tre stagioni ho giocato la prima partita nella Serie B romena, tutto  stato rapido,  venuto naturale.
S, cerco di allenarmi sulle punizioni ma credo sia pi una cosa innata, ho segnato tanti gol cos, spero di ripetermi, ma non amo parlare delle mie qualit. Qui tirano bene in tanti, c' anche Malinovskyi, lui mancino, io destro, ci completiamo".
Il Mondiale  uno stimolo in pi?
"S, ma non so se ci andremo, l'inizio delle qualificazioni  stato difficile, dovremo vincere le prossime partite, sperare nei playoff. Ma non ci andiamo dal 1998, il Mondiale ci manca e ci speriamo".
Quale pu essere l'obiettivo stagionale del Genoa ?
"Tutti noi vogliamo fare meglio dell'anno scorso.
Vedo che tutti vogliono aiutare l'altro quando giochiamo e questo fa la differenza pi di un singolo giocatore".
Era Hagi il suo idolo?
"L'ho visto giocare poco, ero bambino, anche quando eliminammo l'Argentina al Mondiale.
Ricordo che in un'intervista da ragazzino dissi che mi ispiravo a Ivica Olic: mi colpiva il fatto che era giovane, aveva talento ma che tutto quel che faceva era per la squadra, non per se stesso.
Ho capito che pure io sono fatto cos. Per me non  importante fare gol o assist. Ma che la squadra vinca".
Viene dalla Transilvania e il Genoa l'ha accolta con un fotomontaggio da Conte Dracula.
"S, mi  piaciuto (ride). Per noi romeni non  un problema parlare o scherzare su Dracula".
Ha tanti tatuaggi: a quali  pi legato?
"A quelli dedicati a mia moglie, alle mie due figlie.
E al tatuaggio di mia nonna Fimia: i miei erano sempre fuori a lavorare, lei mi ha cresciuto, ora purtroppo non c' pi ma  stata la persona pi importante della mia vita".
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Nicolae  originario della Transilvania: "Non  un problema scherzare su Dracula".
L'idolo di giovent non  Hagi ma Olic: "Giocava per gli altri, sono cos anche io".
l'intervista.
Il Mondiale  uno stimolo in pi.
ma non so.
se ci andremo.
Non succede dal 1998, manca tanto.
Il presidente Sucu ha usato parole bellissime per me e lo ringrazio.
Ma non sento pi pressione perch  romeno.
Fisicamente sto bene.
E poi in Arabia i miei avversari.
in una partita erano Neymar, Neves, Koulibaly, Mitrovic.
l nostro obiettivo deve essere fare meglio dell'anno scorso.
Vedo che qui tutti vogliono aiutare il compagno.
nicolae stanciu.
fantasista del genoa
