Emanuele Rossi.
/ Genova.
"Siamo perfettamente allineati,  un piano con strategia e visione", dice il presidente della Regione. "Manca ancora un player industriale e finch non ci sar chiarezza stiamo solo parlando di una possibilit", sembra assai pi cauta la sindaca.
Ma il succo  che.
Marco Bucci.
e.
Silvia Salis.
, ieri, in una call a tre con Roma, hanno incassato dal ministro dell'Impresa e del Made in Italy.
Adolfo Urso.
la disponibilit a portare a Genova tecnici del ministero a spiegare "ai cittadini e ai lavoratori quali saranno le ricadute occupazionali e gli impatti ambientali che potrebbero derivare dalla realizzazione di un forno elettrico a Cornigliano", dice Salis, per cui "la transizione verso una siderurgia sostenibile dovr tenere conto delle esigenze della nostra comunit".
Il ministro Urso ha illustrato il piano di decarbonizzazione (con i tre forni elettrici a Taranto e uno a Genova) dell'ex Ilva in vista della definizione, il 31 luglio, dell'Accordo di programma tra le amministrazioni nazionali e locali della Puglia.
Per il piano industriale si dovrebbe attendere invece il 4 agosto con una relazione alla Camera.
In particolare su.
Cornigliano.
Urso, Bucci e Salis, dice la nota congiunta "hanno condiviso l'avvio di un percorso di confronto continuativo che seguir in parallelo il piano di decarbonizzazione del polo siderurgico di Taranto e il percorso parlamentare del decreto-legge ex Ilva, con l'obiettivo di condividere con gli Enti locali anche le misure volte a garantirne la sostenibilit sociale e occupazionale". E il coordinatore ligure di FdI.
Matteo Rosso.
ha chiesto al ministro di incontrare, luned prossimo, parlamentari e consiglieri (regionali e comunali) liguri di FdI per "comprendere tutte le fasi future e saperle poi trasferire al meglio ai cittadini".
Bucci guarda gi al dopo: "E' probabile che ci vorr un nuovo Accordo di programma", dice. "La prospettiva di produrre 8 milioni di tonnellate all'anno di acciaio  quello di cui questo Paese ha bisogno, e avere 2 milioni di tonnellate a Genova  senza dubbio un grande risultato, ovviamente con tecnologie assolutamente rispettose dell'ambiente e della salute.
Secondo una prima stima, con il nuovo assetto dell'ex Ilva resterebbero circa.
300 mila metri quadri.
a disposizione: l'auspicio della Regione Liguria  che ci sia la possibilit di insediare in questi spazi nuove attivit industriali, che consoliderebbero ulteriormente il rilancio di Genova come sito produttivo.
Ci aspettiamo, grazie al piano di decarbonizzazione, circa.
700 nuovi posti di lavoro.
, senza contare le opportunit occupazionali legate ai nuovi insediamenti nelle aree che saranno disponibili". E promette che "Regione far la sua parte per sostenere un piano di riqualificazione a servizio del quartiere di Cornigliano e delle aree della citt che gravitano attorno allo stabilimento". L'ex Ilva, tra l'altro,  stata inserita proprio ieri (come altre aree genovesi, da Erzelli a Multedo) nel perimetro della "Zona logistica semplificata" genovese.
Un sempiterno pallino di Bucci, quello delle aree e delle banchine di Cornigliano, che per rimangono vincolate alla siderurgia dal vigente accordo di programma del 2005. Su questo punto anche la sindaca mostra di essere aperta a modifiche: "Sappiamo tutti che i posti di lavoro previsti dall'attuale Accordo di programma non sono rispettati: alla luce del nuovo piano, sar necessario fare un ragionamento pi complessivo su tutta l'area e capire che tipi di investimento verranno realizzati e come eventuale riutilizzare le aree che non saranno sfruttate per produrre lavoro". I sindacati dei metalmeccanici genovesi assistono interessati e preoccupati agli sviluppi della vicenda.
Come noto la Fiom genovese  favorevole all'ipotesi del forno elettrico ma il segretario.
Stefano Bonazzi.
chiarisce che "le aree di Cornigliano sono a vocazione siderurgica e si parla di siderurgia e di un piano industriale per quello, tutto il resto non c'entra". Cautela anche da.
Luigi Pinasco.
, Uilm: "Bisogna prima vedere cosa succede a Taranto, non crediamo all'ipotesi spezzatino.
Il ragionamento sulle aree si potr fare solo alla fine". D'accordo.
Christian Venzano.
, Fim Cisl: "Quelle aree sono per la siderurgia, ora  un momento delicato per trarre conclusioni, bisogna tenere conto delle ricadute occupazionali e dell'ambiente: l'industria porta lavoro stabile e di qualit".
Intanto, l'idea del forno elettrico ha risvegliato il dibattito civile nel quartiere: oggi pomeriggio si terr un'assemblea delle ".
Donne di Cornigliano.
", decisamente contrarie all'ipotesi di un ritorno del ciclo a caldo.
Ma nasce anche un comitato di cittadini "Per il lavoro e per un sano sviluppo di Cornigliano" presieduto da.
Carla Morosi.
, che vuole "coniugare lavoro e sviluppo, occupazione e salute.
Ed  disponibile a valutare  su basi scientifiche  tutte le ipotesi che vadano in quella prospettiva".
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"Parte un percorso di confronto continuativo che seguir in parallelo il piano di decarbonizzazione del polo siderurgico ex Ilva di Taranto".
adolfo urso.
ministro delle imprese.
e del made in italy.
"Siamo del tutto allineati.
Avere due milioni di tonnellate  un gran risultato, ovviamente con tecnologie avanzate rispettose di salute e ambiente".
Marco bucci.
presidente.
della regione liguria.
"La transizione verso una siderurgia sostenibile dovr tenere pienamente conto delle esigenze della nostra comunit".
silvia salis.
sindaca.
di genova
