Matteo Indice.
Negli Anni 90 furono compiute.
scelte fatali.
sul coordinamento dei controlli, e si accreditarono definitivamente test sperimentali e dall'attendibilit alquanto dubbia.
Perci, insiste la Procura, sono colpevoli anche i vecchi manager, coloro che al tempo ricoprivano ruoli apicali sia all'interno di Autostrade sia di Spea Engineering, la societ gemella delegata ai monitoraggi.
E non va nemmeno trascurato, sempre nell'opinione dell'accusa, l'operato di chi dirigeva il tronco ligure, che aveva comunque ampi poteri di sorveglianza e di fatto non li esercit.
E' questa la sintesi sostanziale della requisitoria portata avanti ieri mattina dal pubblico ministero.
Marco Airoldi.
nel processo sulla strage del.
Ponte Morandi.
, 43 vittime il 14 agosto 2018 nel collasso dell'infrastruttura sull'A10. Airoldi si  concentrato su una serie di figure che ricoprivano ruoli apicali almeno trent'anni fa, iniziando da.
Pierluigi Ceseri.
, che fu sia direttore generale sia amministratore delegato quando il concessionario era ancora pubblico.
La Procura ha rischiarato due aspetti specifici, sostenendo che vi sia un.
nesso diretto.
fra il suo comportamento e il disastro.
In primis ha insistito sulla revisione della convenzione fra Autostrade e Spea che fu siglata nel '98, quando proprio Ceseri era uno dei massimi dirigenti del gestore, e che segn a parere dei pubblici ministeri un punto di non ritorno.
Quell'intesa fu ai loro occhi peggiorativa della precedente,.
risalente al 1985.
e a sua volta basata su una.
circolare del 1967.
che imponeva verifiche trimestrali, annuali, straordinarie ed espressamente focalizzate sulla stabilit; e che, soprattutto, individuava nel responsabile di tronco Spea un coordinatore generale d'ogni informazione, cosicch il quadro fosse sempre aggiornato e complessivo.
Nel '98,  invece la tesi portata avanti oggi dagli inquirenti,.
quel terminale fu cancellato.
, il coordinamento nei fatti spacchettato e l'esito fu la successiva e cronica mancanza di condivisione d'informazioni nodali, una delle matrici dello scempio.
Altro addebito mosso specificamente a Ceseri - che oggi ha 83 anni, era presente in aula e si appresta a contestare la ricostruzione in tribunale tramite.
l'avvocato Mitja Gialuz.
-  quello d'aver consentito che nella nuova convenzione fossero definitivamente legittimati i test riflettometrici (verifica della tenuta di un'opera in base alla risposta fornita a un impulso elettromagnetico), i quali s'erano rivelati gi zoppicanti in precedenza.
Il pm si  poi concentrato su.
Franco Rapino.
, allora amministratore delegato di Spea dopo che aveva ricoperto incarichi apicali in materia di manutenzione.
A lui  contestato innanzitutto l'accreditamento delle Rimt (acronimo sovente usato nel corso del dibattimento per indicare i rilievi riflettometrici), nonostante fosse un metodo di cui nemmeno allora era provata.
una reale attendibilit.
Meno dure sono state le parole del pubblico ministero nei confronti di.
Alessandro Natali.
, ex dirigente dell'ufficio manutenzioni nell'area ligure, mentre severa  la valutazione della Procura su.
Nicola Spadavecchia, Igino Lai e Agostino Chisari.
, i vecchi direttori di tronco.
In generale, resta la linea rimarcata dal sostituto procuratore, i loro compiti in tema di vigilanza erano comunque tali da imporre maggiore attenzione.
E ancora: chi nel 1991 assistette alle ispezioni interne dei tiranti sul pilone numero 11 (uno dei principali), che rivelarono un'inquietante corrosione, avrebbe dovuto estendere endoscopie ed eventualmente il restyling al 9 (quello collassato nel 2018), ma non lo fece e si materializz di conseguenza.
uno svarione irreparabile.
A giudizio, ricordiamo, sono rimaste 58 persone fra dirigenti e tecnici, o ex, di Aspi, Spea e del ministero dei Trasporti.
Le accuse sono a vario titolo di omicidio stradale, disastro e falso, le udienze riprenderanno a settembre e la sentenza dovrebbe arrivare entro l'estate 2026.
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&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le macerie del Ponte Morandi nel torrente Polcevera dopo il crollo del 14 agosto 2018.
fornetti
