l'intervista.
Claudio Cabona.
"Ma mi ci vedi tipo tu a CityLife? A fare i cin cin con i re di cemento, a festeggiare di un futuro che, sai, cambia colore come cambiano i venti". Le parole di Sayf, in "Sto bene al mare", scritta con Marco Mengoni e Rkomi, profumano di libert e di consapevolezza.
Adam Sayf Viacava, classe 1999, cresciuto in un contesto umile tra Santa Margherita, Rapallo e Genova da padre ligure e madre tunisina, grazie al suo melting pot di generi musicali e culture, oggi  uno degli emergenti su cui ci sono pi riflettori puntati.
Oggi, domani e venerd, dalle 19 in piazza delle Feste al Porto Antico, andr in scena il suo festival "Santissima" con un mare di ospiti.
Tre sold out che anticipano il nuovo singolo "Una can", in uscita venerd, che ancora una volta alza l'onda del suo momento straordinario.
Sayf, come fotografare questi tre giorni del "Santissima"?
"E' un festival di comunit. Il nome richiama, ovviamente, a Santa Margherita.
Mi piaceva l'idea di coinvolgere amici, colleghi e colleghe che stimo, differenziando tutte e tre le serate.
Sar uno show intimo e allo stesso tempo energico esattamente come sono io, come  la mia musica".
In "Una can" si descrive un amore che  "una catastrofe". La diretta interessata l'ha ascoltata?
"Non ancorachiss quando lo far (sorride,.
ndr.
). E' un brano che si lega a un altro mio pezzo, "Egoista". E' la stessa storia d'amore, ammaccata e finita male.
Musicalmente  un brano che pi lo ascolto pi non mi stufa.
Lo hanno prodotto Dibla e Jiz. Dentro ci sono suoni e idee che vanno oltre al rap, a me piace sperimentare, giocare con la musica e le influenze".
Anche in questo nuovo singolo c' una citazione de "Il cielo in una stanza" di Gino Paoli.
"Per me  totalmente un punto di riferimento.
Amo, in generale, un certo tipo di romanticismo, vero.
Mettendo in musica le proprie storie e pene d'amore si possono lanciare messaggi alle persone, raccontando anche frammenti di vita pi universali".
Una sorta di racconto esistenzialista?
"Non saprei come chiamarlo, io sento di doverlo fare e basta.
Mi piace anche quando nelle canzoni d'amore si esagera, quando si dice "muover mari e monti per te". Perch quello  un modo per rimanere attaccati ai sogni, per volare grazie ai sentimenti.
Allo stesso tempo bisogna stare attenti a non finire nel troppo sdolcinato o nello stucchevole".
Nel freestyle "Sinner" in cui si parla di fare sesso con una leghista, "una grande giocata su fascia destra, colonialismo di riconquista", il rischio non c'.
"Quelle sono barre puramente rap, ironiche, beffarde.
Non vanno lette con astio.
Ho profondo rispetto per tutti e ho un mio filtro.
L'arte deve essere libera, non si possono mettere confini alla libert d'espressione, allo stesso tempo so quando sto andando oltre o meno.
In questo caso non  cos, anche se percepisco perfettamente che qualcuna/o potrebbe offendersi.
Ma questo fa parte del grande gioco del rap che porta dentro la musica popolare la componente scomoda, corrosiva, fastidiosa.
Il rap mette il punto sia sulle emozioni positive che su quelle negative".
S, ma allora Sayf chi ? Un cantautore romantico o un rapper irriverente?
"Tutti e due, basta che non mi definiate "artista". Lo trovo un'esagerazione, un modo per darsi un tono.
Tutte le persone che fanno qualche cosa di bello nella vita dovrebbero essere definite "artisti", ma non  cos. E poi io voglio poter sbagliare, voglio poter dire ancora delle stupidaggini nelle mie canzoni.
Non voglio alcuna aura da "artista" addosso".
E' importante esporsi su quello che sta accadendo in Palestina?
"Io l'ho fatto perch lo sentivo necessario.
Ma ancora prima dei cantanti, lo dovrebbero fare le persone, tutti i giorni.
Ho appreso un certo senso civico da mio nonno, che fin in un campo di concentramento.
Non ci si pu girare dall'altra parte durante determinati momenti storici".
Come  stato cantare in uno stadio San Siro sold out con Rkomi, ospiti di Marco Mengoni?
"Pazzesco.
Bacio la terra che ho sotto i piedi per quello che sto raccogliendo in questi mesi.
Ma allo stesso tempo so che quello non  un mio traguardo, devo ancora dimostrare tutto.
Entro l'anno vorrei far uscire il nuovo album, so di avere tante luci addosso, le aspettative sono alte.
E anche per questo voglio fare le cose fatte per bene, senza per rinunciare a quello che sono".
Per esempio?
"La mia tranquillit, la voglio difendere.
Io abito a Rapallo con mia madre, mio padre invece  a Santa.
Qualche giorno fa un ragazzo, un turista di Milano, mi ha beccato per strada e mi ha detto: "Ma tu sei Sayf, cosa ci fai in giro cos?". Io non so che idee strane si faccia la gente sui cantanti, ma io sto continuando ad andare al bar esattamente come facevo tempo fa, anche se adesso le cose mi girano per il verso giusto".
Olly ha ricordato di quella volta che, anni fa, gli portasti le pizze.
Ora siete colleghi.
Che impressione fa?
"S, facevo dei lavoretti per andare avanti.
La verit  che l'impegno che ho messo spesso nel fare lavori umili per sopravvivere,  lo stesso che adesso metto nella musica.
Con la differenza che la musica  davvero quello che voglio fare".
La cartolina pi bella di questi mesi?
"Dei bambini che mi hanno regalato dei sassi di mare con sopra scritto il mio nome".
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