A poco pi di dieci giorni dalla morte di Goffredo Fofi, torna in libreria il 25 luglio "Non mangio niente che abbia gli occhi", il libro in cui il saggista, giornalista e critico militante scomparso l'11 luglio, raccont le ragioni che lo avevano portato, decenni fa, a diventare vegetariano.
Uscito nel 2022,  il manifesto di un maestro che ha dedicato la vita alla non violenza e alla disobbedienza civile, riproposto da Contrasto nella collana Tracce. "Ho deciso di raccontare la mia esperienza, di ripercorrere il mio passato e di riandare alle letture che maggiormente mi hanno accompagnato in questo cammino e mi hanno convinto delle scelte da intraprendere, in nome di un bisogno di responsabilit che sento forte e preciso.
La responsabilit che tutti dovremmo avere" affermava Fofi.
"Non mangio niente che abbia gli occhi"  un'intensa riflessione sulle ragioni per cui il saggista ha abbracciato il vegetarianismo: prima come imitazione dei suoi sodali di allora, Danilo Dolci e Aldo Capitini, poi per profonda convinzione.
Non solo come forma di obiezione contro l'orrore dei macelli, ma come protesta contro l'ordine del mondo cos come era consegnato dalla tradizione, secondo cui "il pesce grande mangia sempre il pesce piccolo". Il racconto-invettiva di Fofi  arricchito da citazioni e lunghi brani di vegetariani celebri: dal Lev Tolstoj di "Contro la caccia" all'Alfred Dblin di "Berlin Alexanderplatz"; da George Bernhard Shaw, che scelse sin da giovane di diventare vegetariano perch "gli animali sono miei amici... e io non mangio i miei amici", al Nobel J.M. Coetzee di "La vita degli animali", in cui compare per la prima volta Elizabeth Costello, che assimila la logica alla base dei macelli a quella dei campi di sterminio. "Non  solo per amore delle creature che si diventa vegetariani, e tanto meno per sentirsi orgogliosamente buoni e migliori, ma per necessit storica, perch la storia lo richiede, lo esige" scriveva Fofi.
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La copertina del libro.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
