L'intervista.
venezia.
Fo.
rte di una selezione piena di titoli che sulla carta sono in odore di Oscar, il direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera lancia la bomba sul cinema di casa nostra: "Ci sono tantissimi film italiani, risalenti allo scorso anno, ancora fermi, mai usciti in nessun modo, n nelle sale n sulle piattaform. Un fenomeno su cui bisogna riflettere". La cifra esatta sarebbe 140, uno sproposito, che conferma convinzioni gi espresse in passato da Barbera, ma che oggi, con in ballo la questione del blocco e del ridimensionamento del tax-credit, fa ancora pi effetto.
E' un numero molto alto.
Come mai?
"Da anni si discute sul tema, non  una cosa nuova.
Abbiamo assistito a una crescita esponenziale della quantit di film prodotti, non pari alla capacit di distribuzione, soprattutto in un momento in cui il mercato tradizionale  in sofferenza e le piattaforme non sono certo in grado di assorbire tutti questi titoli".
Alla Mostra sono stati proposti 170 film italiani.
Qual  l'impressione sullo stato di salute del nostro cinema?
"Si continua a produrre tantissimo, ma non si produce sempre qualit. Sono mancati primi film particolarmente significativi, debutti che facciano pensare a una nuova generazione di rincalzo.
Per il resto il cinema italiano gode di buona salute, le conferme ci sono, abbiamo selezionato maestri del cinema che non hanno certo bisogno di presentazioni, ma mi sarebbe piaciuto trovare anche esordi sorprendenti, pi incoraggianti".
Come sta, invece, il cinema del mondo?
"Continua a essere in difficolt. Dopo la crisi post-pandemica sta ancora attraversando un periodo lungo di ri-assestamento e sta cambiando, sotto la spinta di incessanti rivoluzioni tecnologiche.
Guardando la nostra selezione direi che c' una polarizzazione verso cinematografie pi solide, pi forti, come quella americana, che c' un cinema europeo ancora valido e presente, un cinema cinese che riflette la situazione non particolarmente brillante del cinema asiatico di quest'anno.
L'impressione  che ci troviamo davanti a un cinema pronto, ancora una volta, a dare risposte differenti a quella crisi che, da cento anni, lo attraversa".
La presenza delle registe  ancora esigua rispetto ai registi.
Nessuno dei 5 film italiani in gara  da una donna regista.
Come mai?
"In competizione ci sono sei autrici.
Poche? Tante? Se l'obiettivo  arrivare alla parit sono poche, anche se in realt rappresentano quasi un terzo dei film in competizione.
Le statistiche ci dicono che la percentuale delle registe, a livello europeo e anche mondiale,  tuttora bassa, inferiore a quella maschile.
Quest'anno, noi siamo a quota 32%, in linea con i livelli attuali.
I pochi film italiani di donne proposti ci sono sembrati meno interessanti di quelli selezionati.
Ci assumiamo il dovere e la responsabilit delle nostre scelte".
Julia Roberts per la prima volta a Venezia.
Come  andata?
"Non  stato complicato averla.
Amazon ha prodotto il film e ce lo ha subito proposto, nel pacchetto era inclusa la presenza della protagonista.
Vedremo come andr qui, al Lido.
Luca Guadagnino mi dice che sul set di "After the hunt", Julia Roberts  stata disponibile, gentile, collaborativa, mi auguro che la sua presenza a Venezia corrisponda a questa immagine".
Torna Paolo Sorrentino.
Cosa pu dire della "Grazia"?
"E' un film in cui Sorrentino torna alle origini, rinunciando a formalismi e barocchismi, ritrovando rigore e asciuttezza dei suoi primi capolavori.
La storia  talmente originale e imprevedibile che ci ha lasciati a bocca aperta".
Sulla prossima Mostra, come  ovvio, aleggiano le nubi dell'attualit italiana e mondiale.
Che cosa la preoccupa di pi?
"Se parliamo del tax-credit, non credo che la Mostra sia il luogo ideale in cui affrontare una tematica cos complessa, frutto di incontri costanti tra le associazioni di categoria e il Ministero.
Il cinema italiano ha bisogno di sicurezze e tranquillit, su cui rimettere in moto una macchina a lungo inceppata dalle incertezze sull'applicazione di un meccanismo che esiste in gran parte del mondo occidentale e offre ovunque risultati riconosciuti e significativi".
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F. cap.
"In competizione.
sei autrici.
Poche?
Se l'obiettivo.
 la parit. Ma ci assumiamo<br/>la responsabilit delle nostre scelte".
alberto barbera.
direttore della mostra <br/>di venezia
