Andrea Acquarone.
G.
iacomo Rossi, classe 1995, dove  nato?
"Sono nato e cresciuto a Genova, in via Imperia, vicino a piazza Manin, dove sta tutta la mia famiglia, nonni compresi.
Mio padre ha sempre lavorato nello shipping, mia madre come giornalista, anche lei si  occupata di porto".
Ha studiato a Genova.
?
"S, fino alla maturit al D'Oria nel 2012. Poi sono andato alla Bocconi, sfruttando una possibilit di cui mi aveva parlato un amico".
Come  stato l'atterraggio a Milano?
"All'inizio tornavo quasi tutti i weekend, anche perch sono stato tra i primi del mio anno ad andarmene, quindi gli amici erano ancora a Genova.
A Milano comunque  stato molto facile, perch la Bocconi  vero che costa cara, all'epoca erano 13 mila euro all'anno, ma all'inizio puoi stare nel campus, in un appartamento da quattro persone, due ragazze e due ragazzi, e lo spaesamento passa subito.
Il secondo anno poi avevo una fidanzata genovese, che viveva anche lei a Milano, e tornavamo sempre".
Da l in avanti per non  pi tornato.
.
"S e no; mi spiego.
Dopo i primi tre anni potevo scegliere se restare in Bocconi o proseguire all'estero, e ho scelto l'Escp Business School di Parigi, che a sua volta prevedeva un anno fuori, e l'ho fatto a Londra.
Una citt molto dura quando sei studente, perch  grande e cara.
Dunque sono tornato a Parigi, ma quando ho dovuto fare lo stage, necessario a completare il corso di studi, ho scelto nuovamente Londra, che gi conoscevo, e l sono rimasto.
Per con Genova non ho perso legami".
Cosa fa adesso?
"La mia posizione si chiama "relationship manager" e lavoro per Bloomberg, societ conosciuta per i canali televisivi, ma che in realt vende anche prodotti di gestione portafoglio, anzi da questo trae buona parte dei suoi profitti.
Io gestisco una ventina di clienti che usano questi software, sono principalmente italiani, a Milano o a Roma.
Nella capitale quelli pi legati al pubblico, a Milano i privati.
Praticamente tutte le settimane sono in Italia, cosa che mi viene bene quando voglio allungare e passare da Genova".
E a Genova non ci sono questi clienti?
"No, anche se potrebbero esserci, perch lavoriamo anche coi family office, e ricchezza privata a Genova ce n', ma viene gestita in modo pi artigianale, per cos dire".
Questo lavoro sarebbe possibile farlo da Genova?
"Tecnicamente s, nel senso che realmente tutto  possibile, ma il dato di fatto  che non esiste una struttura aziendale che mi permetterebbe di stare l".
Com' la vita a Londra? Vede altri genovesi?
"Eccome se vedo altri genovesi! Siamo moltissimi.
Pensi che qualche anno fa, sempre da Bloomberg, ero in un team di dodici persone e tre erano genovesi, che per altro conoscevo dai tempi della scuola, e ci siamo trovati l per caso; viviamo tutti in un chilometro quadrato, a Fulham. Poi ci sono gli aperitivi genovesi, ci va un sacco di gente.
Ci si vede anche a Genova, magari a Natale, quando torniamo tutti ed  bellissimo".
I suoi amici vivono fuori?
"Quasi tutti, salvo qualche avvocato, un medico; la maggior parte sta a Milano".
A Londra vive in affitto o ha comprato?
"In affitto, per forza.
Tra l'altro non  sempre facile, in sei anni avr cambiato otto case, sempre condividendo con un amico, questo  il primo anno che sono da solo.
Ma i prezzi delle case qua sono spaventosi, 18-20 mila euro al metro quadro".
Cosa avrebbe fatto se fosse rimasto a Genova?
"Probabilmente avrei fatto "Economia dei Trasporti" e poi avrei lavorato come broker, o qualcosa del genere, nello shipping insomma".
Quanto spesso torna a Genova?
"Una volta al mese, di media, d'estate anche di pi. Questo luglio ho tre matrimoni, e quindi ci sono quasi ogni week end".
Cosa le manca di pi?
"Sono banalit: la focaccia, il pesto, andare al mare in motorino, quella sensazione di tranquillit, di lentezza; la bellezza che ti circonda".
Ma a vivere ci tornerebbe?
"E' un problema che mi pongo.
Io sono figlio unico, quindi tra qualche anno penso che vorrei stare pi vicino ai miei genitori.
Vero  che a Genova la vedo difficile in tempi brevi, lavorativamente parlando.
Pi facile sarebbe, per tornare in Italia, atterrare a Milano.
Poi magari quando sar pi "arrivato" potr pensare a Genova, dove comunque  difficile immaginare di starci fisso.
Per rimarr sempre un genovese: uno di Manchester, dopo due anni che vive a Londra ti dice che  di Londra.
Io invece sono nato genovese e lo resto".
Queste cose dipendono molto anche dalla famiglia che uno crea, intendo se  una famiglia internazionale, come succede spesso vivendo fuori.
"Idealmente io mi immagino una compagna di Castelletto".
Ossia, conoscere una castellettina a Londra?
"Sarebbe il sogno.
Cos entrambi potremmo vivere questa condizione di legame e lontananza, e sarebbe tutto pi centrato, magari anche le famiglie si conoscono, si viene insieme per le feste comandate. ..".
Dopo undici anni fuori, non c' male! Un'ultima battuta: come vede Genova?
"Sempre uguale".
Crede sia un problema?
"E' parte del suo fascino, ma di fatto  un freno.
Ci vorrebbe un cambio di mentalit nei confronti di... tutto! Abbracciare il cambiamento, non temere, non aver paura.
E il collegamento rapido con Milano".
-.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
In questa pagina cominciamo a raccontare le storie di molti giovani genovesi che hanno lasciato la citt per andare a lavorare fuori.
Cervelli in fuga, come a volte vengono definiti, giovani che avrebbero potuto costruire a Genova il loro futuro, ma hanno scelto, o sono stati costretti, di farlo fuori.
Eppure conservano un legame con la terra d'origine, un vincolo, dei progetti.
"Quasi tutti i miei amici, salvo un medico e qualche avvocato, lavorano fuori: la maggior parte a Milano".
giacomo rossi.
<br/>.
lavora da Bloomberg.
Giacomo Rossi, 30 anni, relationship manager per Bloomberg,.
e il suo cane.
Sotto: la zona di Fulham
