i Valentina RuiuSassari Pesanti e rumorose, squarciano il silenzio e portano con s un patrimonio di storia e di cultura che rischia di non tornare pi . Sono le serrande abbassate delle botteghe storiche che, dopo aver resistito per anni, adesso chiudono il registratore di cassa e voltano pagina.
Il commercio cambia, molte attivit vanno in crisi, altre si evolvono.
E c' anche chi investe, proprio nel cuore del centro storico.
In largo Cavallotti, l dove sino ad alcuni anni fa c'era il negozio di abbigliamento Posh, aprir a breve il nuovo supermercato Tuttigiorni, terzo punto vendita sassarese del Gruppo Abbi dei Fratelli Ibba.
Un brand ormai consolidato, che porter nella citt ottocentesca un servizio alimentare di prossimit di media dimensione, del quale c'era assoluta mancanza, con prodotti freschi e gastronomia.
E sar anche un presidio, grazie ai suoi lunghi orari di apertura (dal luned alla domenica dalle 8 alle 23) che gi in via Pascoli ha dimostrato di dare un importante contributo per valorizzare l'intera zona.Senz'altro il segnale di un commercio che al centro storico prova a resistere, a risollevarsi, mentre cambia il volto delle altre attivit di prossimit: spuntano sempre pi piccoli negozi di alimentari e minimarket. "Questo nuovo supermercato una mano la dar, soprattutto per i residenti, in questa zona mancava un posto del genere - dice la signora Laura -, in pi ho visto che ha anche i pasti pronti"."Speriamo che attiri la gente.
Per me  una cosa positiva, cos chi abita quo non dovr necessariamente spostarsi con l'auto per fare la spesa", dice Claudia Cabras, collaboratrice dell'atelier di Roberto Stella.
Ma per largo Cavallotti, sullo sfondo restano i problemi di sempre.
A cominciare dalla scarsa illuminazione. "Se noi dovessimo chiudere questa attivit, che ha parecchie vetrine illuminate, questa via rimarrebbe al buio", ribadisce Cabras. Tra centro commerciale e negozi del centro, lei non ha dubbi: sceglie le attivit locali.
Ma il problema, dice,  riuscire a resistere. "Le attivit locali si stanno perdendo perch in questa zona gli affitti hanno un costo esagerato". La stessa sofferenza la racconta Massimiliano Piras, titolare della gioielleria Giada. "Dovrebbero esserci delle agevolazioni per chi resiste", dice.
E poi ci sono i parcheggi, pochi e salati. "Un euro e cinquanta l'ora, e la gente va nei centri commerciali".C' poi il capitolo sicurezza. "Alcuni clienti mi dicono che preferiscono venire di mattina perch la sera hanno timore", racconta Piras. E del nuovo supermercato cosa pensa? "Qualsiasi attivit che apre  meglio di una serranda chiusa". Piras, che viene da tanti anni di centro commerciale, continua per a credere nel centro storico. "Ci sono dei bei negozi, delle belle realt. Si  persa la voglia di crederci". Scendendo verso il bar Grandi, seduto a un tavolino e impegnato a sfogliare La Nuova c' il novantenne Bruno Rubattu.
Nel suo racconto c' una straordinaria anomalia, che spazza via il disincanto degli altri. "Frequento questa via da sempre e devo dire che largo Cavallotti  migliorata rispetto a quando ero ragazzo". Meno rosea la visione della signora Maria, che lavora nella storica drogheria Piras. "Chiss quanto lavoreremmo noi se i centri commerciali chiudessero il fine settimana, perch se il centro commerciale chiude, la gente si riversa in centro". Il nuovo supermercato pu aiutare a smuovere le acque? "E' senz'altro una buona notizia, ma - spiega - si dovrebbero incentivare i negozi storici che, con riconosciuta professionalit, vendono i prodotti di una volta, senn diventeremo come Predda Niedda.
La differenza tra l'online e il negozio fisico la fanno la qualit e il rapporto umano". Eppure, tra le serrande che si abbassano e le insegne che scompaiono, c' anche chi ha rilevato una bottega storica, trasformandola e adattandola ai tempi nuovi.
E' il caso di Riccardo Macciocu, che ha rilevato la storica ferramenta Losa trasformandola in un negozio di abbigliamento. "Per noi  un momento positivo - afferma Riccardo -, abbiamo sempre creduto nel centro e continueremo a farlo e siamo contenti di questa nuova apertura, meglio una luce in pi che un locale chiuso".In piena crisi, c' anche chi crede in un risollevamento del commercio, come Chicca Pulina, titolare della storica libreria Dess. "Io credo che la citt stia facendo il possibile per riportare la gente in centro, pur nell'affollato mercato di Amazon e Predda Niedda - sostiene -. Probabilmente si troverebbe una quadra se i commercianti imparassero a evolversi e i consumatori provassero a cambiare mentalit, scegliendo un po' di pi il commercio di prossimit".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
