Cagliari La legge sarda sul fine vita, approvata un anno fa dal Consiglio Regionale e parzialmente emendata dalla Corte Costituzionale,  tornata ieri alla ribalta nazionale.
Il consiglio regionale del Veneto infatti con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, ha approvato il progetto di legge d'iniziativa popolare n. 1 sulle "procedure di assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito", seguendo quanto legiferato da Toscana, Emilia e da ultimo proprio la Sardegna, la cui legge, corretta dalla Consulta  stata alla base della legge veneta.
Una legge "di civilt e responsabilit. Il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall'altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema.
Personalmente sono orgoglioso di una politica regionale che, su un tema cos delicato, ha saputo mostrare il volto migliore delle istituzioni: ascoltare, approfondire, confrontarsi con seriet e, infine, assumersi fino in fondo la responsabilit di decidere e di indicare una strada". Cos il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
Adesso ci si attende la risposta del Governo: impugner o no? In ogni caso il Veneto ha preso ad esempio i punti della legge sarda corretti dalla Consulta: nessuna scadenza temporale in ogni passaggio decisionale degli organi incaricati di valutare i singoli casi e nessun aggravio per il servizio sanitario dalla istituzione delle commissioni.Su questo punto in Sardegna, in silenzio, ma con continuit, si  andati avanti.
Tutte le Asl (tranne Olbia che dovr fare una convenzione con altre Asl per la figura dell'anestesista) hanno istituito le commissioni formate dagli specialisti indicati dalla legge regionale (palliativisti, neurologi, psichiatri, anestesisti, psicologi e infermieri). Tutti opereranno su base volontaria.Per adesso le domande presentate, a livello regionale, sono due.Se sul versante giuridico la legge veneta non fa altro che seguire le plurime indicazioni della Corte Costituzionale, su quello politico lo scontro  palese.
Solo Fdi ribadisce il no alle leggi regionali, auspicando una legge nazionale che per in questo finale di legislatura pochi ritengono praticabile.Sul tema interviene anche la presidente della commissione sanit del Consiglio Regionale Carla Fundoni (Pd), secondo la quale "su un tema cos delicato  possibile superare le appartenenze politiche e mettere al centro le persone, la loro dignit e la responsabilit delle istituzioni.
Il voto del Veneto rafforza un principio che abbiamo sostenuto anche in Sardegna: non dovrebbe esserci un fine vita di destra o di sinistra.
Ci sono persone che vivono condizioni di sofferenza estrema, irreversibile, e che chiedono alle istituzioni di non essere lasciate sole e di poter esercitare liberamente una scelta che riguarda la propria vita e la propria dignit. Questo non significa in alcun modo contrapporre il suicidio medicalmente assistito alle cure palliative.
Garantire assistenza, presa in carico e cure palliative fino alla fine resta un dovere fondamentale del servizio sanitario.
Ma quando ricorrono le condizioni individuate dalla Corte costituzionale,  altrettanto doveroso garantire un percorso certo, trasparente e rispettoso, senza lasciare le persone e le loro famiglie nell'incertezza o di fronte a ostacoli burocratici, concetto che come medico ho ribadito anche durante la discussione della legge".(gcen).
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
