di Enrico CartaC' un momento, tra la polvere delle strade e il sole che brucia la campagna del Sinis, in cui sembra fermarsi il tempo.
E' il momento della Corsa degli Scalzi, il cuore pulsante della Festa di San Salvatore.
Centinaia di uomini corrono a piedi nudi stringendo il simulacro del santo, rinnovando un gesto che la tradizione lega al salvataggio dell'effigie dalle incursioni saracene.
Leggenda o storia vera che risale a secoli e secoli addietro quando un gruppo di uomini corse, questo  stato tramandato, dal villaggio del Sinis sino al paese per salvare la statua di San Salvatore dalla razzia certa.
Fu la polvere che quei piedi nudi sollevarono a far pensare ai "mori" che incontro a loro stesse arrivando un esercito invincibile e a convincerli a prendere nuovamente la via del mare.Ci che si vede  solo una parte della storia.
L'altra vive negli occhi di chi attende il passaggio, nelle famiglie che tramandano il rito da generazioni, nel senso di appartenenza che unisce un intero territorio.
San Salvatore  memoria che corre, fede che si fa movimento, identit che resiste al passare degli anni.
Ogni passo affonda nelle radici pi profonde della comunit e, allo stesso tempo, traccia una strada verso il futuro, patrimonio collettivo che appartiene a Cabras e alla Sardegna intera.
