Cagliari La Regione ci stava lavorando da mesi, e ieri ha potuto mettere il sigillo a una vertenza complessa e di non facile soluzione.
I belgi di Bekaert, fabbrica che da oltre 40 anni operava (con diverse propriet e nomi) a Macchiareddu producendo vergelle di acciaio, l'anima dei pneumatici, avevano annunciato il loro abbandono a maggio.
Scontate le motivazioni: costo dell'energia e dei trasporti.
L'assessorato all'Industria della Regione ha cercato alternative, sollecitato da sindacati e organizzazioni di categoria.
La Bekaert era una delle poche realt metalmeccaniche presenti nell'area di Cagliari di dimensioni ragionevoli, oltre 100 addetti.
Se non si potevano salvare le produzioni, peraltro di elevata qualit, bisognava difendere e salvare le competenze dei lavoratori.
Alla fine la soluzione si  trovata in casa, sempre a Macchiareddu, con la Nuova Icom, societ sarda operante nel settore metalmeccanico e nella realizzazione di impianti industriali, carpenterie metalliche, piping e grandi infrastrutture per i settori energia, Oil & Gas e rinnovabili, gi con diverse centinaia di dipendenti e un portafoglio di tutto rispetto.Ieri la riunione finale al ministero dell'Industria, con Regione, aziende e parti sociali.
Lo stesso ministro Urso ha validato la "solidit del progetto che consente di guardare con maggiore fiducia alla salvaguardia dei 160 posti di lavoro, con un possibile significativo incremento".Soddisfatto l'assessore all'industria Emanuele Cani. "L'esito del tavolo odierno al Mimit  la dimostrazione che la Sardegna possiede il tessuto imprenditoriale e le infrastrutture necessarie per attrarre investimenti e trovare soluzioni alle crisi industriali". L'operazione non solo eviter i licenziamenti, con la reintegrazione di tutti i 150 lavoratori ex Bekaert precedentemente a rischio, ma generer un incremento della forza lavoro sul territorio, con l'introduzione nel piano industriale di Nuova Icom di 55 ulteriori assunzioni immediate, per un totale di 205 posti di lavoro stabili."La vertenza ex Bekaert non rappresenta solo la risoluzione di una crisi locale, ma una grande operazione di riscatto industriale per l'intero Paese.
Con il subentro di Nuova Icom, un'azienda in fortissima crescita che arriver a occupare oltre 1.200 persone ed  gi protagonista nei mercati internazionali e nei grandi progetti di ingegneria energetica come i gasdotti del Nord Europa, passiamo dalla dismissione di una multinazionale estera al rilancio guidato da una solida realt nazionale", ha concluso Cani.
Il cronoprogramma prevede la chiusura della procedura a ottobre.Soddisfatti Confindustria e sindacati.
Fiom, Fism e Uilm sottolineano come il progetto sia "di prospettiva, con un investimento di 40 milioni di euro: 25 per le infrastrutture, 8 per lo sviluppo del piano industriale, 7 per nuove opportunit di sviluppo e diversificazione.
Un impegno finanziario significativo, che rafforza la credibilit e le prospettive del progetto". Confindustria da parte sua, con il direttore generale di Confindustria Sardegna Meridionale Andrea Porcu, sottolinea come "il progetto proposto oggi da Nuova Icom dimostra che la Sardegna ha imprese, competenze e professionalit in grado di competere nei mercati extra regionali".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
