Sassari "Se non ci sono i presupposti per rispettare adeguate condizioni di sicurezza e se le temperature sono troppo alte in classe, non  possibile fare scuola". E' la posizione della Flc Cgil che in una nota invita "i dirigenti scolastici, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nelle scuole, i collegi e i consigli di istituto a rappresentare agli enti locali la necessit di sospendere le lezioni per causa di forza maggiore.
Il Ministro - sottolinea il sindacato di categoria - ha avuto tre mesi per coinvolgere Comuni, Province e Citt metropolitane, nell'ambito delle rispettive competenze, eppure al primo di settembre le scuole si trovano in gravi difficolt nell'accogliere alunni e personale". Secondo il sindacato lo stanziamento di 20 milioni di euro previsto dal ministero per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento "non  una risposta efficace alle condizioni estreme che si apprestano a vivere alunni e personale con l'imminente sesta ondata di caldo.
E' un contributo di 57 euro per aula, utile probabilmente per l'acquisto di un ventilatore.
E' necessario un piano per affrontare in modo sostenibile e lungimirante le condizioni climatiche estreme che stiamo vivendo". Chiede un rinvio dell'inizio dell'anno scolastico anche l'Anief, il sindacato nazionale degli insegnanti e formatori: "E' possibile posticipare ad ottobre il rientro degli alunni a scuola per il caldo eccessivo ed opprimente: quasi tutti i nostri istituti scolastici non risultano attrezzati per fronteggiare l'ondata di calore in atto, basterebbe ridurre il numero di ore e i giorni di lezione alla media dell'Unione Europea che risulta pi bassa dei nostri 200 giorni minimi.
In questo modo, si manterrebbe inalterato il resto del calendario", afferma il presidente nazionale Marcello Pacifico. "Posticipare di qualche giorno l'inizio delle lezioni, recuperando successivamente le giornate, pu rappresentare una soluzione tampone di fronte a temperature particolarmente elevate, ma non pu essere la risposta a un problema che sta diventando strutturale",  la posizione espressa invece dal segretario della Uil scuola Giuseppe D'Aprile. "Il vero problema  l'arretratezza di una parte consistente del nostro patrimonio edilizio scolastico, progettato e costruito in condizioni climatiche molto diverse da quelle attuali.
Circa sei edifici scolastici su dieci risalgono a prima del 1975 e la stragrande maggioranza delle scuole italiane sono ancora prive di sistemi di condizionamento.
Per questo - prosegue D'Aprile - occorre intervenire in modo strutturale, investendo nella climatizzazione e nella ventilazione delle aule, ma anche in interventi di efficientamento e ammodernamento degli edifici, dall'isolamento termico alle schermature solari.
Prevenire e non curare, rappresenta la soluzione giusta".
