Vivere di fede (di Sabina Baral). La rivolta solitaria di Marina Cvetaeva.

Lispirazione religiosa  sempre
stata presente nelle poesie di Marina
Cvetaeva, grande poetessa russa.
Spesso si tratta di versi nati in occasione 
di una ricorrenza liturgica o di una
solennit. Il nuovo mondo sovietico
cancellava ogni traccia del vecchio
ordine zarista e con esso anche il suo
retaggio religioso e spirituale. I monasteri 
venivano trasformati in dormitori,
le chiese messe a soqquadro, le icone
distrutte... Di fronte a questo mondo in
frantumi Marina oppone, con coraggio,
le date del calendario liturgico, la speranza 
in una luce che potesse illuminare
e trasformare un mondo sfigurato e
offeso.
Numerose furono, infatti, le avversit
che fu costretta ad affrontare: durante
gli anni della rivoluzione russa e della
guerra civile, dopo aver perso tutti i
suoi beni materiali,  costretta a vivere
in stanzette non riscaldate, a sperimentare 
il freddo e la fame; deve accettare
la perdita della figlia minore, che morir
di stenti in un istituto; perde la patria
quando emigra per seguire il marito a
Berlino, Praga e Parigi; perde il marito
quando ritorna in patria, arrestato
insieme alla figlia maggiore.
Se per lei Dio  una forza esplosiva, un
assoluto che ti incendia lanima, ecco
che tutta linfelicit di cui sopra, glielo
rese assente, questo Dio. Tanto che
morir suicida a soli 49 anni.
Per questa poetessa dalla vita
tragica, smisurata e avida di
esperienze la Bibbia era, accanto
allIliade e alla saga dei Nibelunghi, 
uno dei suoi libri pi amati,
quelli insieme a cui mi bruceranno. La
fede per Marina, figlia di un sacerdote,
ha sempre qualcosa di eroico. Cos
come eroica  la vita, che  essa stessa
arte, capace di porsi in ascolto del mondo. Nella sua rivolta solitaria seppe che
la bellezza e la verit della sua poesia
stavano nella conoscenza dei sentimenti 
e nellesperienza del mondo.