Panama. A scuola di economia, giustizia e futuro.
La parola a Irene Abra.
Elena Ribet.


Si  conclusa a Panama City la
decima edizione della GEM
School, Scuola ecumenica di
governance, economia e gestione
per uneconomia della vita. Si tratta 
di un programma ecumenico
dedicato alla formazione di leader
delle chiese sui temi delleconomia
globale, della giustizia economica
e della trasformazione dei sistemi
finanziari. Ledizione 2026 ha riunito 
22 partecipanti provenienti
da 20 Paesi.
LAgenzia stampa NEV ha raccolto
la testimonianza di Irene Abra, 
partecipante alla GEM School direttamente da Panama.
Tra i momenti pi significativi
raccontati da Abra c la visita a
una comunit indigena Ember,
raggiunta in barca. Un incontro
positivo, ma anche capace di suscitare una riflessione critica sul
modo in cui le comunit indigene
vengono osservate e raccontate.
Ho avvertito una sorta di
sensazione quasi coloniale: noi
che andiamo a visitare una comunit perch la consideriamo
interessante, perch vive in modo
diverso, rischiando di trasformarla quasi in uno spettacolo. Ne
abbiamo parlato anche successivamente allinterno del gruppo.
Al centro della Gem School,
spiega Abra, c anche una domanda sul rapporto tra Chiesa ed
economia: comprendere i sistemi
economici significa interrogarsi
sul ruolo delle chiese nella societ.
Se la Chiesa non comprende
il sistema economico nel quale 
inserita, rischia di essere assente dalla societ. Ogni sistema
economico , in qualche modo,
teologico, perch incorpora una
determinata concezione della natura umana, della creazione, della giustizia e del significato della
vita afferma Irene Abra. La radice greca oikos, casa, ricorda: ha
una forte connessione sia con la
parola economia sia con ecumenismo.
Nel corso delle giornate sono
stati affrontati moltissimi temi,
fra cui: economia ecologica e
femminista, ecofemminismo,
lavoro domestico e di cura non
retribuito, disuguaglianze di genere, estrattivismo, colonialismo,
neoliberismo, concentrazione
della ricchezza, capitalismo e futuro delle giovani generazioni,
debito pubblico e privato, G20
e BRICS, crisi democratiche e
istituzionali, guerre e conflitti
internazionali, sostenibilit, investimenti pubblici in istruzione
e sanit, economie indigene, diritto alla terra, modelli di consumo, finanza e commercio come
strumenti di conflitto, dazi e disuguaglianze globali.
Il concetto di privilegio attraversa molti di questi temi: Dodici
persone detengono una ricchezza
superiore a quella posseduta dalla stragrande maggioranza della
popolazione mondiale. Una ricchezza enorme, cui si aggiunge
che 3.000 miliardari ne concentrano circa 18,3 trilioni. Sono dati
davvero disarmanti.
Colonialismo e capitalismo
patrimoniale sono il contesto,
ancora attuale, che come sostiene Franco Bifo Berardi rischiano di determinare una lenta cancellazione del futuro,
soprattutto rispetto alla condizione dei giovani, che spesso
non hanno la possibilit economica di pianificare il proprio
futuro, anche a causa dellaumento del valore delle case e del
costo della vita.
Abra sottolinea inoltre limportanza di aumentare la partecipazione dallAfrica. Le difficolt nellottenere i visti, infatti,
sono un ulteriore esempio delle
disuguaglianze globali. Al tempo stesso, considera particolarmente significativa la pluralit
di tradizioni cristiane presenti
nel gruppo, tra cui ortodossi e anabattisti.