Assemblea degli iscritti e iscritte a ruolo. Trasformazioni che
spiazzano e al tempo stesso ci formano.
Leonardo Magr.

Certo, pu sembrare scontato,
ma proprio ci che noi diamo per normale e scontato,
rischia di destabilizzarci, di evidenziare tutte le falle che sono presenti nella nostra vita e, di conseguenza,
provocano un forte senso di smarrimento con la paura di non sapere che
cosa e come fare. E penso che oggi,
pur apparendo scontato, ci che ci
spaventa, in modo particolare,  il
renderci conto che negli ultimi anni,
la nostra Chiesa si trova ad affrontare trasformazioni profonde.  con queste parole che inizia il documento
che la segreteria dellAssemblea degli
Iscritti a Ruolo (Sair) ha presentato,
durante la riunione del gioved mattina prima dellapertura del Sinodo.
Trasformazioni profonde hanno interessato e stanno interessando sia la
nostra Chiesa sia la societ e, di conseguenza, le nostre vite. Trasformazioni che ci spiazzano non solo per la loro
radicalit, ma anche per la loro repentinit. Ma in effetti ci che siamo chiamati e chiamate ad affrontare non  una
singola trasformazione, non si tratta di
un cambiamento che avviene allinterno della nostra Chiesa e che riguarda,a esempio, il solo ambito liturgico o la
configurazione culturale e sociale delle
nostre comunit. Sono tante trasformazioni che hanno di fatto modificato laspetto non solo esteriore del nostro
essere Chiesa, ma anche il modo di vivere la nostra vocazione.
Il documento della Sair, mettendo
in evidenza un dato con cui siamo
chiamati a confrontarci da diversi
anni, ci ha ricordato che, innanzitutto, stiamo diminuendo. Ma oltre a
questo cambia anche il profilo di chi
si affaccia alle nostre chiese. Uomini
e donne con diverse domande, che
sono alla ricerca di diverse risposte,
e queste risposte non possono essere
sempre e solo quelle che le generazioni passate avevano trovato e dato
e che erano validissime per il tempo
in cui sono state presentate, ma forse
non rispondono alle domande che ci
vengono poste adesso.
Altro cambiamento  legato al senso da dare alla vocazione e a come si
possa rispondere a una chiamata che
pu giungere oggi a una sorella o un
fratello che ha effettuato un percorso personale e vive il suo impegno
in una chiesa dai connotati diversi
rispetto a quella di 40 o anche solo
di 20 anni fa. Allora la Chiesa  chiamata a confrontarsi innanzitutto con due tipi di trasformazione che a loro
volta danno vita ad altre. La trasformazione del profilo delle persone che decidono di approfondire la
propria formazione teologica anche
in vista di un impegno sia pastorale
sia diaconale allinterno delle nostre
chiese. E poi la trasformazione delle
comunit. Non c un modello unico
che le caratterizzi. Accanto alle grandi comunit che in virt della loro consistenza numerica possono essere
in grado di organizzare una notevole
variet di attivit ed essere presenti
anche nel tessuto sociale delle citt,
troviamo le piccole realt che molte
volte devono lottare con tutta la loro
forza e la loro fede per non chiudere.
Ed ecco che, alla fine, giungo al problema che lAssemblea degli Iscritti a Ruolo ha poi analizzato proponendo
un atto che  stato presentato al Sinodo: Trasformazione e formazione.
Non si tratta di un semplice gioco di
parole, si tratta di come pensiamo di
poter affrontare il nostro futuro e le
nuove sfide che i cambiamenti sociali,
politici, geografici ambientali e (non
per ultimi) teologici ci portano ad affrontare. Qui posso solo accennare a un tema che siamo invitati a non
trascurare e che il Corpo pastorale
ha affrontato durante la sua seduta:
una pastorale che sappia accompagnare i fratelli e le sorelle transgender e le comunit delle quali fanno parte,
durante il cammino di trasformazione.  un tema che richiede tempo per
essere affrontato, e questo tempo va
trovato e non negato.