SPIRITUALIT. Camminare nella memoria.

Ripercorrere il Glorioso Rimpatrio, un itinerario
storico e culturale: questo il progetto che il gruppo grandi del Coordinamento Attivit scoutistiche
distrettuali (Casd) ha affrontato questa estate. Per chi
non conoscesse lassociazione, il Casd organizza durante tutto lanno per ragazze e ragazzi dai 6 ai 18 anni
attivit che pongono al centro aspetti quali il rapporto
e il rispetto tra le persone, con la natura e la montagna,
la socialit, la vita comunitaria. Gli incontri, a cadenza
mensile, vedono alternarsi escursioni in montagna di
una giornata, weekend di giochi con pernottamento in
tenda o struttura a seconda della stagione. Le animatrici e gli animatori volontari costruiscono le attivit
dellanno seguendo un tema, con cui coinvolgere i partecipanti nei giochi, sempre improntati alla collaborazione e al movimento, senza tralasciare aspetti emotivi e momenti di riflessione affinch emergano i talenti e le potenzialit di bambini e bambine.

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Camminare nella memoria.
Sei giorni di trekking sulle montagne valdesi per ripercorrere la storia del Glorioso Rimpatrio.
Un viaggio fatto di fatica e condivisione, vissuto dai ragazzi e dalle ragazze del Casd.
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Lidea di ripercorrere il tratto italiano del Glorioso Rimpatrio nasce da una collaborazione tra il Coordinamento Attivit scoutistiche
distrettuali (Casd) e Le strade dei Valdesi e degli
Ugonotti, in dialogo con lAnimazione Giovanile
del I Distretto della Chiesa valdese. Si  deciso di
proporre al gruppo grandi (14-18 anni) la possibilit
di prendere parte ad un trekking di 6 giorni attraverso le valli Susa, Germanasca, Chisone e Pellice.
Tale proposta ha suscitato fin da subito grande interesse nei giovani Casdiani, i quali si sono mobilitati attraverso la vendita di biscotti sul territorio per raccogliere fondi per il progetto.
Durante lanno il gruppo si  preparato ad affrontare questo cammino con escursioni, riflessioni e letture sul significato culturale che tale percorso ha: attraverso racconti, testimonianze, la
visita presso il Museo valdese di Torre Pellice ha riflettuto sul tema delle minoranze e dellinclusione, nella storia dei Valdesi e oggi. Ci si  interrogati sul significato di lasciare la propria casa per rimanere fedeli alle proprie convinzioni e identit, sui concetti di comunit, fede, sacrificio, determinazione, termini necessari per descrivere limpresa compiuta nel 1689 da Henri Arnaud e i compagni.

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I ragazzi e le ragazze del Casd sono partiti dal Rifugio Petit Mont-Cenis il 7 agosto, hanno raggiunto il
Colle Clapier, confine tra Italia e Francia, fino poi
ad arrivare al Vaccarone, rifugio in Val Susa a 2747
metri di altitudine, dove hanno pernottato.
Salita molto bella e non troppo faticosa. Abbiamo trovato un bel posticino con vista per il pranzo,
finch non sono arrivate le nuvole e il freddo si  un
po fatto sentire. Abbiamo incontrato sul cammino due laghi, il Lac de Savine e il lago dellAgnello.
Quasi tutti abbiamo fatto un bagnetto nel secondo.
Bagno soddisfacente a fine camminata perch ci ha
permesso di sentirci lavati, ma era davvero molto
molto freddo, per piacevole appena sono riuscita
ad asciugarmi. Top giorno! Vediamo domani per le
ginocchia. Matilde.

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La seconda tappa, pi impegnativa della precedente,
 stata ricca di racconti. I Casdiani hanno osservato
dallalto le molte deviazioni che i Valdesi hanno dovuto intraprendere per sfuggire allesercito sabaudo per
poi giungere a Salbertrand, luogo delleroica battaglia.
Dopo aver attraversato nuvole e rocce, piccoli corsi dacqua e sassi, abbiamo iniziato la nostra discesa
verso il fondo valle. Abbiamo persistito nella discesa,
nonostante la calura e i dolori alle gambe. Al termine della giornata, abbiamo riposato le nostre membra
e rinfrescato le nostre gole con un buon gelato. Vicino a noi una landa desertica, dove il verde dellerba 
sostituito da un giallo secco come il pi croccante dei
crackers! Cos montate le tende in un piccolo spiazzo
verde, allombra di alcuni alberi vicino a una piccola
fontana, abbiamo potuto cenare e riposare, per essere
pronti a ripartire lindomani. Federico.

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Il terzo giorno di cammino vede il gruppo attraversare il bosco di Salbertrand, salire fino al colle di Costa
Piana, da cui per la prima volta si vedono le valli
valdesi. Il luogo si presta per immedesimarsi in chi
nel 1689 rivedeva casa dopo anni di esilio. Lemozione  ancora oggi grande.
Iniziamo la salita allombra del bosco, pausa
pranzo al lago, discesa lunga e umida, ma avvolti
da un panorama spettacolare. Finalmente arriviamo al campeggio dove prepariamo una cena buonissima. Sembra tutto tranquillo finch il cielo non decide di dichiararci guerra.
Diluvio.
In pochi minuti tutto si bagna, cerchiamo riparo e nel caos generale c chi canta a tempo con i
tuoni. Dopo aver steso tutto in lavanderia, stanchi,
infreddoliti e umidicci, riusciamo finalmente ad
andare a dormire, tutti stretti per non toccare le
pareti bagnate della tenda. Francesca.

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La quarta tappa  stata impegnativa per il forte dislivello e la lunga discesa nel Vallone del Pis. Ripagati dalla intatta bellezza dei paesaggi naturali, in cui spicca la cascata del Pis, il gruppo arriva a Balziglia, dove  accolto dalle comunit locali con
caloroso affetto.
Salita molto impervia, con Mago alla guida che
pensavamo dettasse un passo lento e invece si sprinta
subito. Io e Pippo restiamo ultimi a raccogliere mirtilli e correre per raggiungere Maia, che ci staccava
brutalmente. Arriviamo a Balziglia e ci sistemiamo
nel posto tappa, accolti dalla famiglia di Samu. Cena
meravigliosa condivisa con dei simpatici viaggiatori
canadesi e Umberto, tra i fondatori del Casd.
Cena top e giornata pure.
P.S. dimenticavo di raccontare che con i mirtilli
raccolti io e Pippo abbiamo fatto con molto impegno unottima marmellata. Matilde.


Dopo una breve visita al Museo valdese della Balziglia, dedicato proprio al Glorioso Rimpatrio, il
Casd si rimette in cammino per raggiungere Prali,
dove viene accolto nel Museo valdese dal pastore
Gianni Genre. Durante questa giornata  emersa
limportanza della collaborazione e unione tra le
singole persone per affrontare una cos grande impresa, a tutela non solo della libert di culto, ma dei
diritti civili dellintera comunit.
Non sapevo cosa aspettarmi da questo trekking.
Sapevo solo che sarei stata con i miei amici. Ci siamo supportati a vicenda gli uni con le altre sempre e abbiamo camminato molto bene. Ogni tappa labbiamo affrontata insieme, come i Valdesi e questo  stato emozionante. Domani sar brutto finire questesperienza, ma bello portare a termine il viaggio insieme. Irene.

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Ultima tappa. Dopo la salita da Prali al colle Giulian,
i ragazzi e le ragazze sono arrivati al Sibaud, luogo
in cui i valdesi giurarono fedelt anzitutto a Dio,
poi reciproca obbedienza e lealt per continuare la
lotta verso la libert.
La salita al Col Giulian  stata per me davvero
emozionante: arrivare tutti insieme in cima per vedere finalmente larrivo, scorgere la Val Pellice per
constatare che il cammino stava finendo. Mancava
poco per ritrovare i luoghi a noi pi familiari.
Essere poi stati accolti dalle famiglie e cantare
insieme al monumento di Sibaud  stata la miglior
conclusione di questo viaggio. Marta.

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Il testo condiviso in questa pagina  stato scritto
dallanimatrice Marta Giovara con le testimonianze raccolte nel diario di viaggio scritto dai ragazzi e dalle ragazze.

