Vivere con fede nella catastrofe.
 Di fronte alla crisi ecologica, la fede ci chiede di riconoscere il
nostro fallimento, di attraversare il lutto per la devastazione
del creato e di continuare a sperare nella promessa di una nuova creazione, anche quando sembra troppo tardi
.

1. Suonate la tromba a Sion! Date
lallarme sul mio monte santo!
Tremino tutti gli abitanti del paese,
perch il giorno del SIGNORE viene,
 vicino, 
2  giorno di tenebre, di densa
oscurit, giorno di nubi e di fitta
nebbia! Come laurora, si sparge sui
monti un popolo numeroso e potente,
quale non se n mai visto prima, e
non se ne vedr mai pi in appresso
negli anni delle generazioni future.
3 Davanti a lui un fuoco divora,
dietro divampa una fiamma. Prima
di lui il paese era come il giardino
di Eden, dopo di lui  un deserto
desolato; nulla gli sfugge.

...
12,Nondimeno, anche adesso,
dice il SIGNORE, tornate a me con
tutto il vostro cuore, con digiuni, con
pianti e con lamenti!
13,Stracciatevi il cuore, non le vesti;
tornate al SIGNORE, vostro Dio,
perch egli  misericordioso e pietoso,
lento allira e pieno di bont, e si
pente del male che manda.
14,Pu darsi che egli torni e si penta,
e lasci dietro a s una benedizione:
unofferta e una libazione per il
SIGNORE, vostro Dio.
15,Suonate la tromba a Sion,
proclamate un digiuno, convocate
una solenne assemblea!
16Adunate il popolo, santificate
lassemblea! Adunate i vecchi,
i bambini e quelli che poppano
ancora! Esca lo sposo dalla sua
camera, e la sposa dalla camera
nuziale!
(Gioele 2, 1-3; 12-16).

Daniele Bouchard.

Il caldo soffocante di questestate, le bombe
dacqua, le trombe daria in zone dove non si
erano mai viste, rendono evidente anche ai
pi scettici che il cambiamento climatico 
una realt  una realt da cui non si torna indietro. Il clima, lambiente e la vita sulla terra
non torneranno mai pi come prima.
Di fronte alla devastazione dellambiente, occorre
riconoscere che sono state le scelte umane a provocarla e occorre chiedere perdono per questo. Confidare nellamore del Creatore per il suo mondo pu dare la forza per cambiare il nostro comportamento,
ma dobbiamo guardare la realt in faccia e chiederci:
e se fosse troppo tardi?
Certamente non si torna indietro, ma come reagire se nei prossimi anni lambiente nel quale viviamo
collassasse definitivamente? Estati sempre pi torride, inondazioni sempre pi devastanti, zone costiere
allagate definitivamente. E allora, di fronte alla catastrofe incombente, come cristiani, che cosa abbiamo da dire?
...
Il testo del profeta Gioele, come altri testi biblici,
dice che la catastrofe pu anche essere provocata da
Dio. Nel caso della catastrofe ecologica, certamente provocata dalla specie umana, Dio potrebbe aver
deciso di non intervenire per fermarla e lasciarci in
balia delle conseguenze delle nostre azioni.
Perch Dio dovrebbe mandare o permettere una
catastrofe? Forse perch vede pi lontano di noi e
prepara qualcosa di meglio? Forse perch vuole che
noi ci assumiamo la responsabilit delle nostre scelte
e delle loro conseguenze? O forse per punirci perch
disprezziamo il suo Creato e la sua volont?
Non siamo nella mente di Dio, ma la Scrittura ci
invita a considerare che il disastro ecologico in corso
sia voluto o, comunque, tollerato dal Creatore stesso.
Come stare, allora, da credenti nel mezzo di una catastrofe che potrebbe essere stata provocata dalla decisione di Dio, o a cui Dio pu avere volontariamente contribuito?
Il profeta Gioele ci d delle indicazioni: Dice il Signore, tornate a me con tutto il vostro cuore. Cio, il
Signore ci chiede di cambiare radicalmente la nostra
mentalit e riconoscere che se siamo arrivati a questa
situazione  perch abbiamo sbagliato tutto. Cogliamo loccasione per rimettere tutto in discussione.
Poi, nel profeta Gioele, il Signore ordina: digiunate con pianti e lamenti. Il digiuno, nella Bibbia,  un
segno di lutto. Il nostro ambiente  in corso di distruzione e il minimo che possiamo fare  essere in lutto
per le specie estinte, per i boschi distrutti, per i fiumi
inquinati. Il mondo di cui siamo parte sta morendo.
E allora piangiamo, mostriamo che non siamo indifferenti e sentiamo la distruzione della natura come
qualcosa che ci ferisce profondamente.
Prosegue Gioele: stracciatevi il cuore, non le vesti. Anche stracciarsi le vesti  un segno di lutto nella Bibbia, ma il profeta dice che non bastano i segni
esteriori, dobbiamo sentirci lacerati nel profondo della nostra intimit. Ogni decimo di grado di aumento
della temperatura media sulla terra deve farci bollire
dentro. Ogni nuovo terreno desertificato deve farci
provare il deserto interiore.
Continua Gioele: suonate la tromba, proclamate
un digiuno, convocate una solenne assemblea. La
reazione cui il profeta ci chiama non  solo personale, interiore;  anche collettiva, pubblica. Di fronte alla catastrofe ecologica in corso, siamo chiamate a indire un lutto pubblico. Convochiamo uomini e
donne, vecchi e bambini, credenti e atei a celebrare
pubblicamente il lutto per il nostro ambiente in corso
di devastazione.
...
Non possiamo pi fermare la distruzione. Non sappiamo trovarne il senso. Non nascondiamo la testa
sotto la sabbia. Esprimiamo la nostra consapevolezza
dellenormit di quello che sta accadendo. Anche se
non sappiamo dire perch Dio ha permesso o forse
ha voluto che arrivassimo a questo punto, possiamo e
dobbiamo vivere nella catastrofe ecologica con fede.
Vedo due modi in cui la nostra fede pu essere determinante. Innanzitutto, possiamo e dobbiamo credere, sentire profondamente e annunciare al mondo che Ges Cristo  qui con noi a sperimentare sulla
propria pelle le conseguenze del disastro.
Noi crediamo in un Dio che non risolve tutti i problemi, ma crediamo in un Dio che non ci abbandona, nemmeno quando tutto va a rotoli. Il Signore che ha vissuto in prima persona la sconfitta, lumiliazione,
la sofferenza atroce della croce,  qui con noi a patire
per le siccit e le inondazioni.  qui con noi a vivere
lumiliazione dellumanit per non essere stata capace di stabilire un rapporto rispettoso e costruttivo con le altre specie animali e vegetali.
In secondo luogo, la nostra fede ci d la capacit
di sperare anche nel mezzo di una catastrofe senza
via duscita.  duro sperare di riuscire noi a salvare
lambiente, ma il Signore ci ha promesso che dopo la
fine di questo mondo ce ne doner un altro. Dopo la
distruzione di questo suo Creato, la sua capacit creativa torner allopera e ci dar di vivere una nuova
esistenza nella dimensione della sua nuova Creazione. Non possiamo sapere come questo avverr, ma
crediamo che non solo gli esseri umani, ma tutto il
mondo vivr una vita nuova grazie allazione futura
del suo Creatore. Sia lodato il Creatore, il nostro Signore Ges Cristo, che come Spirito opera in modi
sempre nuovi. Amen....
La meditazione biblica
del pastore Daniele Bouchard  andata in onda
domenica 30 agosto durante il Culto evangelico,
trasmissione di Radiouno a
cura della Federazione delle
chiese evangeliche in Italia.
Per il podcast e il riascolto
online ci si pu collegare al
sito www.raiplayradio.it