Incontri, decisioni, ascolto.
Secondo anno di sperimentazione: una discussione senza affanni,
in un clima disteso nonostante la complessit di alcuni temi: ne
scaturisce limmagine di una chiesa che ha voglia di sperare.
Tiziana Colasanti E Giorgio Guelmani.

...
Chi ad agosto percorre il selciato di via Beckwith e via Arnaud, o vaga tra i banchetti del giardino della Casa valdese, si sente spesso come il protagonista della vecchia canzone di Guccini
Incontro. Ci sono gli abbracci, i cosa fai
ora? ti ricordi? eran belli i nostri tempi, i
racconti di fatti tristi o divertenti in poche
frasi o anche in un solo saluto. Il Sinodo 
il Kirchentag annuale, con gli stand, i gadget, il bazar, i dolci e le bevande, i tavolini, gli ospiti da tutto il mondo. Ma  soprattutto quella cosa cos difficile da spiegare alle amiche cattoliche e agli amici laici, la nostra suprema e sovrana assemblea decisionale
ed elettiva. Un parlamento ai cui lavori possono assistere (dal soppalco o dal tendone con due schermi) aderenti, simpatizzanti,
valligiani e turisti curiosi, per vedere, una volta tanto, una democrazia in azione. Ed  questa lesperienza che si sono voluti regalare per cinque giorni gli estensori dellarticolo, luna impegnata allanimazione di bambine e bambini e al banchetto dellAmico dei Fanciulli, laltro a fare binge watching
[visione continuativa di pi episodi di una serie] delle discussioni.
Questo era il secondo anno del cosiddetto Sinodo breve (da sabato a mercoled). Limpressione  che
i sinodali siano arrivati meno stanchi
alla meta, come testimonia il fatto
che neanche una sera  stata dedicata
ai famigerati recuperi di argomenti
non discussi. Ed essere meno stanchi
assicura un dibattito migliore. Magari, come ha detto qualcuno, abbiamo fatto in fretta perch certe discussioni non le abbiamo fatte. Ma non si pu discutere ogni anno di tutto. E
questanno abbiamo potuto contare
su unottima Commissione desame
per selezionare e istruire i temi da
trattare, e su un Seggio sorridente ma
severo (che ha fatto rispettare i limiti
di tempo agli interventi, questanno
ridotti da cinque a quattro minuti,
senza strangolare il dibattito).
Spronato dal vigoroso sermone di
apertura del pastore Eugenio Bernardini  che partendo dallincontro tra Ges e il giovane ricco ci ha ricordato lesigenza di denunciare ogni falso Evangelo che propone un Dio strumento di potere e garante di odio e sopruso , il Sinodo si  lasciato interrogare dal disordine mondiale di oggi, prendendo posizione su temi
scottanti in una serie di incisivi ordini del giorno. Particolarmente pregnanti gli Atti che hanno denunciato
lapproccio repressivo e restrittivo
allimmigrazione che sta prevalendo,
purtroppo, anche a livello europeo.
Il Sinodo si  espresso anche sullaccoglienza e gli spazi sicuri per le persone transgender; contro lo sfruttamento nellagricoltura; sulla pace con il richiamo allarticolo 11 della Costituzione; sullemergenza abitativa. Non
sono bandierine da appuntarsi per
far vedere al mondo quanto siamo
bravi e aperti, ma impegni per la nostra testimonianza e la nostra azione nei territori a partire da domani
(pensiamo solo a quanto fa e pu fare
la nostra Diaconia). Il Sinodo  tornato a occuparsi del dramma della Palestina, accompagnando la condanna
delle politiche criminali del governo
israeliano con un forte monito contro ogni forma di antisemitismo. 
stato anche proposto allattenzione
delle comunit Kairos Palestina 2:
non  un documento di studio, ma
una testimonianza di sorelle e fratelli
che vivono e soffrono dove le cose accadono, prima di tutto da ascoltare.
Il dibattito sinodale ha saputo evitare i toni esasperati propri dei social: anche quando si  arrivati a votare a
maggioranza,  sempre stato presente quellascolto e quel rispetto tra posizioni diverse che sempre dovrebbe
caratterizzarci. Molto opportuno che
lodg pi politico si chiudesse, non
con la presuntuosa indicazione di
una soluzione, ma, consapevoli della
nostra debolezza, con una preghiera
a Colui che solo pu portare la pace.
Ci sono stati, ovviamente, anche
temi di discussione pi interni. Il gruppo di studio, nominato nel maggio dellanno scorso per stilare un bilancio dei trentacinque anni trascorsi dalla nostra adesione al meccanismo dellOtto per mille, con particolare riguardo allimpatto interno
(sulla chiesa) ed esterno (sulla societ italiana), ha restituito una corposa relazione, con dati esaurienti e
molti spunti di dibattito. Si  tornati
a parlare anche delle nostre strutture intermedie: dopo un anno di
sperimentazione sui Circuiti, non si
 ancora riusciti a trovare un modo
per snellire le procedure e sostenere le comunit, senza aumentare il
carico di lavoro di sorelle e fratelli
gi oberati. Lesito della discussione
ha lasciato insoddisfatti molti, tra
sinodali e spettatrici: limpressione  che si giri a vuoto.
In conclusione, un Sinodo che abbiamo trovato corroborante e incoraggiante. Una chiesa piccola e fragile che nonostante tutto  curiosa e ha voglia di impegnarsi. E di sperare,
perch di disperazione e rassegnazione ce n gi a sufficienza, come ha detto il neo-moderatore William
Jourdan nel discorso conclusivo.
Certo, uscendo dallestate pi calda
del secolo (persino a Torre Pellice si
 arrivati a 37 gradi) ci saremmo attesi un accenno alla questione sempre pi urgente del riscaldamento
globale. Cos non  stato ed  giusto
cos: il Sinodo non deve essere un catalogo di doglianze su quel che non va nel mondo. Il tema torner inevitabilmente allordine del giorno: si potrebbe dire (parafrasando un titolo
del quotidiano francese Libration)
che  ora di thologiser la canicule [teologizzare la canicola]