l'iniziativa.
"Umberto Eco, De Andr, Guccini, Bertoli e tutti i pi grandi cantautori hanno sempre ribadito che la canzone d'autore italiana  nata a Torino con i Cantacronache, e hanno riconosciuto la loro filiazione verso il gruppo che ha riscritto in Italia il rapporto fra parola, musica e impegno civile". Giovanni Straniero, nipote di Michele Straniero e custode delle memorie sue e degli altri Cantacronache, mette i puntini su una primogenitura che la storia ha poi visto oscurata nell'immaginario collettivo da "scuole" divenute leggendarie come quella genovese o bolognese.
Ora Torino vuole riscattare quella memoria e riportarne all'oggi le lancette con il Premio Cantacronache, presentato a Palazzo di Citt dalla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, dal vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e dalla vicesindaca Michela Favaro.
Promotori Straniero e il cantautore Federico Sirianni che - da genovese acclimatato da vent'anni sotto la Mole - riconosce tutto il debito verso questo straordinario cenacolo di artisti e intellettuali.
"Al motto "Evadiamo dall'evasione"  ricordano Straniero e Sirianni  fra il 1958 e il 1962 i Cantacronache propongono un'alternativa alla canzonetta sanremese.
Fausto Amodei, Giorgio De Maria, Emilio Jona, Sergio Liberovici, Michele Straniero, Margot Galante Garrone, Eco e Italo Calvino portano in Italia le suggestioni impegnate di Jacques Brel". Al contrario dei cantastorie mettono in musica non fiabe ma l'attualit. Parlano di guerra e pacifismo, di emancipazione sociale, di sfruttamento e morti sul lavoro.
Tutti temi attualissimi. "Oggi con il Premio Cantacronache vogliamo premiare i giovani autori fra i 18 e i 35 anni che sanno parlare alle nuove generazioni attraverso il linguaggio della canzone d'autore". Una sorta di X-Factor impegnato, presidente onorario Emilio Jona con i suoi 98 vigorosissimi anni.
Perch  vero che l'allora vituperato Sanremo di cuori e colombe oggi  un palco inclusivo dove anche rap e trap parlano tranquillamente di Gaza e femminicidio, "ma noi cerchiamo chi sappia recuperare quel rapporto fra gli autori e il pubblico sognato dai Cantacronache: una chitarra, fisa o piano e la voce, perch la musica non prevalga sulle parole e ognuno possa ricantarsela e farla propria a casa".
Cos un anno fa parte lo scouting fra i migliori talenti d'Italia, grazie a una rete capillare che unisce producer, circuiti indie, premi come i Bindi e Bertoli e mitici istituti di ricerca sulla musica popolare come il Creo o l'Ernesto De Martino.
Sono arrivate oltre 70 creazioni.
Una giuria composta non da tiktoker o influencer ma da cantautori, discografici, giornalisti e organizzatori musicali ha scelto i quattro pezzi migliori: li potremo ascoltare dal vivo sabato 26 settembre alle 21 alle Gallerie d'Italia di piazza San Carlo. "La targa  stata disegnata da Ugo Nespolo.
Consegneremo anche il Cantacronache alla carriera a Willie Peyote per come ha saputo coniugare temi, valori e contenuti della grande tradizione della canzone d'autore con la contemporaneit musicale".
Sul palco a.
ltri bei nomi come Grazia Di Michele, che ha approfondito in uno spettacolo il Calvino autore di testi, Carlo Pestelli che ha collaborato a lungo con Fausto Amodei, e Michele Gazich che ha realizzato con Straniero e Sirianni un album di inediti dei Cantacronache.
Saranno anche premiate le classi dell'Istituto Majorana della Circoscrizione 2 che hanno partecipato al percorso di scrittura creativa "A scuola con i Cantacronache". Promotore del premio  la Fondazione Donat-Cattin che custodisce al Polo del '900 il patrimonio di autografi, fotografie e registrazioni di Straniero.
La figlia Mariapia ha rivelato che il padre Carlo era un grande fan dei Cantacronache.
Spoiler sorprendente ma non troppo: l'austero ministro della sinistra sociale Dc non poteva non trovarsi in segreta sintonia con chi, da posizioni cattoliche o marxiste, combatteva con le note e le parole la stessa battaglia per l'emancipazione dei lavoratori in Italia.
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I curatori Straniero.
e Sirianni.
In alto Willie Peyote e Grazia Di Michele.
di Nicola Gallino.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
