La lezione dei padri del deserto.
e la spiritualit orientale costituiscono.
l'origine del percorso del fondatore.
di Bose scomparso marted.
Enzo Bianchi era un laico.
Ed era un uomo di dio:.
theios aner.
oanthropos tou theou.
, come fin dal paganesimo grecoromano e fin dal giudaismo, e poi all'inizio del cristianesimo, venivano chiamati quegli individui carismatici, dotati di una particolare.
virtus.
spirituale, che da un lato perseguivano l'ascetismo ma dall'altro attraevano il riconoscimento di una speciale autorit dalle comunit che incrociavano o a volte, a un dato punto del loro percorso, costituivano.
Come Antonio, il primo dei grandi padri del deserto, e gli altri eremiti che tra il quarto e il quinto secolo - in quell'"epoca di angoscia", di povert diffusa, di incertezza morale, che precedette la caduta della.
pars occidentis.
dell'impero romano e accompagn l'inizio della sua gravitazione orientale - vollero ricreare il vuoto interiore (.
eremos.
) in quello geografico: Nitria e Sceta, Tebaide e Calcide, le grotte del Sinai e le secche del Nilo popolate di demoni.
O come Basilio, fondatore dei primi cenobi da cui sarebbe nato il monachesimo bizantino, alla cui lettura Enzo Bianchi fin dalla giovinezza si appassion e al cui esempio, nella fondazione di Bose, ispir la sua anacoresi.
Ana-choresis.
: alla lettera ritiro, allontanamento da un mondo in crisi di appartenenze morali e spirituali, sociali e politiche.
Le espressioni diverse dell'improvvisa, estrema impossibilit a conformarsi al mondo del proprio tempo in cui il popolo dei ritirati nel deserto viveva, tra fine del mondo antico e inizio di quello bizantino, ispirarono pagine indimenticabili agli intellettuali dell'epoca: la.
Vita di Antonio.
scritta da Atanasio, l'anonima.
Storia dei monaci in Egitto.
, la.
Storia Lausiaca.
di Palladio, le.
Vite.
e le lettere di Girolamo, la.
Storia religiosa.
di Teodoreto di Ciro, il.
Prato spirituale.
di Mosco.
Ma quella degli antichi padri non era una ritirata.
Era, al contrario, come lo fu in Enzo Bianchi, una peculiare militanza.
La lezione dei padri del deserto, la mise in atto.
Il vuoto, la tabula rasa, il ricominciare non solo da niente, ma.
dal.
niente, fu il punto di partenza dell'impresa rivoluzionaria di un "monaco resistente", come si autodefiniva un altro cultore dei padri del deserto, Thomas Merton, autore che gli era molto caro e in cui si immedesimava.
Di lui una volta scrisse: "Merton non  molto amato, oggi, nello spazio ecclesiale: sorte comune a tutti gli uomini che hanno un messaggio profetico da comunicare".
Enzo Bianchi aveva un messaggio profetico.
All'indomani del Concilio Vaticano II aveva capito che se il cattolicesimo voleva ritrovare quella spiritualit e quella dimensione mistica da tempo dissipata, se voleva comunicarla alla societ che se ne stava distaccando, doveva tornare alle antiche fonti, recuperare l'afflato di una tradizione che si era mantenuta pi viva nel mondo bizantino, ecumenico ma poi, dopo lo scisma, denominato ortodosso e diviso da quello cattolico, la cui eredit non poteva non essere indivisa.
L'ecumenismo di Enzo Bianchi era inevitabile perch scaturiva da quell'eredit. Il suo non era tradizionalismo ma uso di una tradizione atavica, recuperata attraverso gli studi e la cultura, in senso progressista.
Quando nei suoi vent'anni, dopo avere incontrato il.
genius loci.
di una pieve romanica solitaria nella conca di Bose, si trasfer l accanto, nei ruderi di una cascina, il primo, esile nucleo del futuro monastero comprendeva anche una donna.
Fin da subito il suo progetto fu non solo ecumenico ma inclusivo: dei diversi generi come delle diverse religioni e confessioni del cristianesimo.
Fu una ricerca comune e molteplice della dimensione mistica bizantina, che si trattasse degli apoftegmi dei Padri o degli scritti di Evagrio Pontico o di Giovanni Climaco, o di Massimo il Confessore, Simeone il Nuovo Teologo, Anastasio Sinaita, Gregorio Palamas, o degli esiti delle dottrine e pratiche spirituali riemersi, dopo un lungo tragitto carsico, nel mondo ortodosso di molti secoli dopo: nella Filocalia, quel grande canone retrospettivo della spiritualit ascetico-esicasta greca, che diffonder e infonder nella grande anima russa gli insegnamenti di una disciplina basata sulla respirazione diaframmatica e sulla recitazione di un mantra, la cosiddetta Preghiera del Signore, che fu chiamata esicasmo, il cosiddetto "yoga cristiano", poi migrata nella Russia dei.
Racconti di un pellegrino.
cari a Tolstoj. Lo studio di quella.
ligne.
nella storia del cristianesimo, esplicata in diverse lingue - il greco, il siriaco, il copto, lo slavonico -, fu distribuito tra i monaci di Bose e consegnato ai tipi di Qiqajon, la casa editrice del monastero, che diede diffusione ai pensieri e alle pratiche la cui conoscenza era il presupposto e la cui diffusione uno dei grandi esiti della disciplina della comunit in cui ancora oggi vive.
Cos come vive e vivr per sempre il coraggio, la.
virtus.
del suo fondatore.
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Alberto Ramella/AGF.
di.
SILVIA RONCHEY
