il racconto.
Sognavo un posto fuori Milano dove staccare e ricaricarmi, ma non in una localit di villeggiatura: per quello c' gi la villa di Forte dei Marmi, quella di Giorgio.
Con lui venivamo a Parigi con regolarit per l'alta moda, e questo nel tempo mi ha fatto sentire la citt sempre pi vicina.
Allora un giorno ho chiesto al direttore della boutique di darmi una mano: con un agente ho iniziato a vedere qualche propriet, ma nessuna mi convinceva.
Finch, quasi per caso, mi ha accennato a un appartamento di 180 metri quadrati sull'le Saint-Louis, nel mezzo della Senna". Chi parla  Leo Dell'Orco; il Giorgio a cui si riferisce , ovviamente, Giorgio Armani.
Il legame saldo e profondo tra i due  cosa nota: Dell'Orco gli  stato accanto come collaboratore e compagno per decenni, tanto che lo stilista lo ha voluto come suo erede, affidandogli, oltre alla direzione creativa del menswear, la presidenza della Fondazione che gestisce l'azienda.
Alla viglia del primo anniversario della scomparsa del leggendario designer, Dell'Orco ha per la prima volta aperto le porte della sua casa parigina a.
door.
, il mensile di design e architettura di.
Repubblica.
per il numero in edicola il prossimo 10 settembre (dove sar pubblicata la versione integrale): un rifugio personale, ma che racconta molto della sua vita al fianco dello stilista.
"La prima volta che sono entrato erano le due e mezzo di pomeriggio, il sole riflesso sull'acqua inondava le stanze di luce: uno spettacolo che mi incanta ancora oggi, passo ore sul divano in soggiorno ad ammirare i raggi.
Al centro della sala poi c'era un'enorme voliera con dentro un pappagallo bianco dalla coda rossa.
Per me  stato un segno: in pochi giorni ho chiuso il contratto e iniziato i lavori.
Tra l'altro, ora nell'abitazione di Giorgio in via Borgonuovo, assieme ai nostri gatti e a un merlo, c' anche un pappagallo: quasi fosse destino". Sono passati 12 anni da quella decisione presa d'impulso, non se ne  mai pentito.
Ma per un Dell'Orco convinto, c'era un Armani perplesso. "Diceva che era umida, cos a due passidal fiume.
Anche per questo ho scelto di fargliela vedere solo una volta terminata: a quel punto mi ha dato ragione", ride. "E comunque, non appena ho deciso di prendere casa a Parigi, anche lui ne ha voluta una.
Ma ha scelto Saint-Germain-des-Prs, in cima al palazzo dove si trova la boutique.
Sono vicine: io affaccio sulla Rive Gauche, verso il suo appartamento, da portone a portone ci sono s e no 20 minuti a piedi.
Ma sono due mondi molto diversi: lui in una delle zone pi istituzionali e nobili di Parigi, mentre io nei pressi del Marais, pieno di ristoranti, negozi, locali.
E' il quartiere che preferisco: non ci vivo perch  tutto vicoli, ho gi dato in quel senso.
Volevo aria, spazio, la vista libera".
Dell'Orco si riferisce alla prima residenza acquistata a Milano: era giovane, ma lavorava gi con Armani. "In via Sant'Andrea: era uno studio medico, sotto c'era una tintoria.
Mi piaceva, ma ha presente la strada? E' strettissima, mi sembrava di avere le auto che passavano in camera.
Non volevo pi quel chiasso". La casa, per lui,  prima di tutto un rifugio. "Una di quelle in cui vivo a Milano, in via Serbelloni, un tempo era lo showroom di Armani/Casa, pensi la coincidenza.
Inizialmente Giorgio l'aveva comprata per la sorella Rosanna e suo figlio Andrea, ma era un piano rialzato, e non la convinceva.
A me piace:  uno spazio quieto e raccolto, una bolla pacifica".
Anche a Parigi domina un senso di intimit. "Il fulcro  il soggiorno:  fatto per ricevere gli amici, per godermi gli spazi con loro.
L'ospitalit per me  una priorit: non sono geloso, la presto volentieri anche quando non ci sono". E' per anche una casa decisamente armaniana: i pezzi della linea home del brand sono ovunque, come pure quel senso di simmetria e pulizia proprio del marchio. "Di Giorgio condivido l'idea che un arredo debba essere funzionale, e la voglia di eleganza e semplicit. Ma lui  sempre stato pi rigoroso di me.
Io ho riempito la casa di quadri e foto, il corridoio  zeppo di opere incorniciate appoggiate a terra: mi piace questo affollamento, lui non lo avrebbe mai permesso.
Vero, l'affinit tra noi  evidente, ma lo  anche.
la mia energia: questa  una casa vissuta, e come tutti gli spazi vissuti non  sempre perfetta.
Mi piace che sia cos".
Forse per questo Dell'Orco non smette mai di cercare nuovi pezzi da aggiungere, a prescindere dal loro valore. "Come la statuina di un gorilla sulla mia scrivania: l'ho presa a pochi euro al Mercato delle pulci di Saint-Ouen. Era una delle cose che adoravamo fare, Giorgio e io: ogni volta che venivamo a Parigi ci facevamo una capatina, a caccia di tesori". Non  mai successo che si contendessero lo stesso oggetto: per fortuna, almeno in questo, avevano gusti diversi.
Dell'Orco.
e Armani in passerella.
il 21 giugno 2021. In alto, l'le Saint-Louis, scelta da Dell'Orco come base a Parigi, vista dalla Rive Gauche.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
di Serena Tibaldi.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
