Gi le serrande dopo gli abusi commessi su una 13enne da un dipendente.
Sit in dei vannacciani.
di fronte al tribunale.
La frase  comparsa ieri mattina, quando il titolare aveva gi deciso di tenere la saracinesca abbassata: qualcuno ha usato una vernice verde per scrivere "Pedofilo infame" sull'ingresso del minimarket del quartiere Borgo Vittoria dove, venerd, sono state molestate una donna e una ragazzina di 13 anni.
Accanto la stessa mano ha aggiunto "in mano al popolo", frase che suona come una minaccia nei confronti del responsabile.
La chiusura del negozio non  frutto di un sequestro da parte della procura o di un intervento della questura ma della scelta del gestore, titolare anche di altri due market. Sono comunque in corso accertamenti della polizia amministrativa, che potrebbero portare alla chiusura delle tre attivit.
La procura, intanto, ha deciso di impugnare la decisione della gip di scarcerare il commesso per mancanza del pericolo di fuga, riconoscendo il rischio di nuove molestie ma senza convalidare il fermo.
Per i pm, invece, deve ritornare in cella perch "l'obbligo di firma non  una misura idonea ad arginare il pericolo che possa commettere altri reati della stessa specie". Poi si aggiunge il rischio che voli in Bangladesh, dove ha lasciato moglie e tre figli.
L'udienza al tribunale del riesame verr fissata nei prossimi giorni.
Nell'attesa, per, il dibattito politico resta infuocato.
Il pi acceso  il vice premier Matteo Salvini, che suggerisce la castrazione chimica mentre la ministra della famiglia, Eugenia Roccella, sottolinea "l'esigenza di verifica da parte degli ispettori del Ministero della Giustizia". Una scelta critica dall'Anm e dall'Unione delle Camere penali italiani, che parlano di "provvedimento ingiustificato" e di "indebita pressione sui giudici". Il presidente della Camera penale del Piemonte, l'avvocato Roberto Capra, aggiunge un racconto ironico con dialoghi in romanesco tra due immaginari ispettori del Ministero.
Per loro Nordio  "Carl", che " stato giudice, sapr che si pu scarcerare uno prima del processo". Poi discutono della nazionalit dell'indagato e concludono: "Mi sa che dobbiamo annare fin lass, altrimenti Vannacci prenne pi voti perch se mette a di' che dobbiamo fa' i rastrellamenti come quando c'era Lui".
Ieri una cinquantina di militanti di Futuro Nazionale ha manifestato davanti al tribunale, al grido di "contro la scarcerazione vogliamo la remigrazione". Invece il vice presidente della Regione, Maurizio Marrone, e la deputata Augusta Montaruli (FdI) esultano per la chiusura del mini market: "E' una vittoria per le donne".
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Le scritte con insulti e minacce comparse sul minimarket a Borgo Vittoria.
di.
FEDERICO GOTTARDO
