Dall'11 al 13 settembre nel cuore della citt , test drive ed esposizione di cento modelli, di cui 30.
in anteprima nazionale.
Circa 20, tra produttori "puri" e importatori o assemblatori.
Su un totale di 47 case automobilistiche che parteciperanno all'edizione 2026 del Salone auto Torino, quasi il 40% arriver dalla Cina: basta questo a spiegare il nuovo vento che soffia (da Oriente) sul mondo dell'automotive.
E quello torinese non fa eccezione.
Appuntamento dall'11 al 13 settembre in piazza Castello, piazzetta Reale e Giardini Reali Bassi, dove si terranno i test drive (con un prologo b2b per il 10, al teatro Regio e una puntata a Venaria). Obiettivo degli organizzatori: superare i 500mila visitatori del 2025. E se saranno 100 i modelli proposti, di cui 30 anteprime nazionali, non mancher l'istantanea di un settore che guarda sempre pi verso i produttori asiatici. "Torino pu confermarsi un'importante porta d'ingresso per questi grandi player internazionali - sottolinea Andrea Levy, presidente del Salone auto Torino -. E' motivo di grande orgoglio il fatto che molte case cinesi scelgano il nostro evento per presentare le loro proposte.
Senza dimenticare che si possono rafforzare quelle collaborazioni che gi oggi vedono le case asiatiche lavorare con aziende torinesi della filiera.
A cominciare dal design: c' chi apre centri stile che portano occupazione e commesse, come nel caso di Changan (che ha il quartier generale a Rivoli,.
ndr.
), ma anche chi si affida a marchi storici come Pininfarina o Italdesign. La presenza di questi interlocutori stimola l'offerta".
Ma alcuni effetti si notano anche a livello di mercato. "Non avremo pi un salone concentrato essenzialmente sull'elettrico - prosegue Levy -. Ci saranno molte altre motorizzazioni sostenibili con soluzioni tecnologiche avanzate, da quelle termiche a quelle ibride.
Il settore dell'auto  probabilmente quello che ha dovuto innovarsi pi velocemente: sono migliorate le proposte e anche i prezzi sono calati". Magari non per tutte le tasche, ma meglio che in passato. "Nel 2021 l'80% delle vetture elettriche in esposizione viaggiava sopra i 40mila euro.
Ora si  scesi fino a 20mila euro, con autonomie migliorate e ricariche pi veloci, accompagnate da infrastrutture pi diffuse.
Stiamo vivendo un progresso silenzioso, ma che va avanti e deve essere spiegato alle persone".
Guarda alla Cina anche Andrea Tronzano, assessore regionale alle Attivit produttive. "Speravamo in Byd, ma questo non toglie che lavoriamo tutti i giorni per essere all'altezza e ci faremo trovare pronti nel caso dovesse arrivare un secondo produttore.
Intanto, per quanto riguarda Stellantis, ho grande fiducia nell'ad Antonio Filosa, mi pare abbia idee chiare: spero che a Mirafiori possa arrivare un nuovo modello oltre alla 500 elettrica e ibrida".
Sul peso economico del territorio concorda anche Massimiliano Cipolletta, presidente di Camera di Commercio di Torino. "Oltre il 30% del fatturato a livello italiano del settore automotive  ancora legato al nostro territorio.
Questo evento conferma la centralit di Torino, in attesa di altri grandi appuntamenti".
Non mancheranno infine i tributi alla storia: dai 100 anni di Sergio Pininfarina ai 120 anni di Lancia, fino alla figura di Marcello Gandini e quella di Alex Fiorio, recentemente scomparso.
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Il presidente Levy: "Le case orientali ci scelgono per presentare le loro proposte e si rafforza la collaborazione con le aziendi torinesi".
Sono 47.
le case di automobili che partecipano all'edizione.
del 2026.
di.
MASSIMILIANO SCIULLO
