il personaggio.
Non ho scelto la medicina.
E' stata la medicina a scegliere me". Se c' una qualit che sembra mancare a Roberto Trujillo,  la modestia.
E raccontarsi, gli piace eccome.
Nella sua biografia sostiene di aver deciso il proprio destino a soli cinque anni: "Fare il medico e salvare vite". Da adulto ha alzato l'asticella: "Curing the Incurable", curare l'incurabile,  diventato il suo motto e marchio.
Nato a Citt del Messico in una famiglia umile, Trujillo parla di s come un predestinato a superare ogni limite, compresi quelli che la medicina ritiene invalicabili. "Once a brain is damaged, it cannot be repaired", una volta che il cervello  danneggiato non pu essere riparato.
Una frase che gli avrebbe cambiato la vita.
I suoi inizi, per, non hanno nulla a che vedere con la neurologia.
Laureato a Harvard in Neuroscienze e Virologia molecolare, non ha mai svolto attivit clinica, ma ha sempre lavorato in ambito accademico.
Fino al 2019, peraltro, tra le sue pubblicazioni non c' nulla che riguardi paralisi cerebrale o neurodisabilit, ma solo studi su Aids e tumore alla cervice.
O meglio, sul macchinario fotodinamico di sua invenzione con cui giura di poterlo prevenire e curare, ma che nessuna autorit sanitaria internazionale ha autorizzato.
Nel 2017, la svolta.
Nasce la NeuroCytonix, con sedi in Messico e negli Stati Uniti.
Trujillo sostiene di aver sviluppato un protocollo terapeutico che, attraverso l'applicazione di radiofrequenze, sarebbe in grado di riparare gravi lesioni cerebrali e migliorare alterazioni croniche delle funzioni neurologiche, demenze e autismo.
Traduzione, "curare l'incurabile". Ma senza nessun visto della comunit scientifica messicana, che lo ha sconfessato, e di quella internazionale.
Dell'unico studio registrato, a sette anni dall'inizio del trial non sono mai stati pubblicati i risultati, pi di uno specialista ne ha messo in dubbio la metodologia e anche la Cerebral Palsy Foundation ha messo in guardia dai rischi.
Lui si trincera dietro presunte difficolt burocratiche che starebbero rallentando l'approvazione ufficiale e parla di s come un pioniere.
Ma a sviluppare per primo il dispositivo Cytotron  il dottor Kumar, sconosciuto medico indiano, con cui Trujillo inizialmente collabora.
E a cui invia genitori disperati, come.
Barbara Anderson, editorialista di Expansin, noto giornale messicano, madre di un bimbo con una grave disabilit, che - sostiene lei - avrebbe tratto beneficio dal trattamento.
Da quell'esperienza nascono un libro, un documentario e un progetto: portare in Messico la tecnologia di Kumar. Le strade di Anderson e Trujillo per si separano, ciascuno fonda un proprio centro, ma il film, diffuso da Netflix, regala notoriet all'uso clinico delle radiofrequenze e a tutte le cliniche che le usano, come la NeuroCytonix. I pazienti si moltiplicano, arrivano anche gli stranieri.
E gli incassi.
Il protocollo  di 28 giorni, ognuno costa 35 mila dollari, versati come "contributo alla ricerca", perch in Messico  vietato far pagare terapie non approvate.
Se arriva dall'estero, tra viaggio, soggiorno e altro, una famiglia pu arrivare a spendere 100 mila euro.
A gennaio lo avevano fatto anche Luca Abbasciano e Valentina Pambianco, nella speranza di migliorare le condizioni di Bianca.
Ma le risorse per un nuovo ciclo di cure - il protocollo ne prevede almeno tre - erano finite. "Se avessi saputo che c'erano questi problemi - ha fatto sapere Trujillo all'interprete delle famiglie italiane - avremmo trovato una soluzione". Quale, non  chiaro.
Per accedere alle cure, molte famiglie si affidano ai social. Sulle piattaforme di crowdfunding si contano decine di raccolte fondi.
Dietro ogni appello c' una storia diversa, ma il filo conduttore  sempre lo stesso: bambini affetti da gravi patologie, genitori che non vogliono arrendersi e una speranza dal costo altissimo.
Sui social invece c' un vero e proprio network di pagine che ripropongono interviste, testimonianze, storie di piccoli pazienti trasformate in vere e proprie avventure.
Tra le pi seguite, l'italiana "Dal sorriso di Gennaro" e la britannica "The Trouble with Toby Journey". Obiettivo, commuovere, raccogliere donazioni, ma anche agganciare famiglie alla ricerca di una soluzione, una speranza.
E non c' prezzo che un genitore non sia disposto a pagare per continuare ad alimentarla.
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dialessia candito.
emarco carta.
I rilievi della Scientifica dopo la strage di Pietralata.
A sinistra, Luca Abbasciano, Valentina Pambianco.
e la piccola Bianca.
di.
ALESSIA CANDITO.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
