Spoleto.
stato a lungo un caposaldo della scena teatrale del secondo Novecento e ha influenzato cinema e letteratura, raggiungendo anche la cultura pi popolare: oggi Eugne Ionesco e il suo teatro dell'assurdo sono sul piedistallo dei capolavori indiscussi eppure sono meno frequentati di un tempo, forse proprio quando la realt poco incomprensibile e angosciosa del nostro presente sembra trovare luciferini agganci con la creativit del drammaturgo rumeno.
C' un doppio interesse dunque per la proposta del Teatro Sperimentale di Spoleto che porta sulla scena da domani a domenica, con un'anteprima aperta al pubblico stasera alle 20.30, la Cantatrice Calva di Luciano Chailly, scritta proprio sull'atto unico di Ionesco, manifesto del teatro dell'assurdo del 1950 e presto diventato un fenomeno in grado di travolgere la vita teatrale europea.
Quando Luciano Chailly, compositore di primo piano della scena musicale italiana e padre del direttore d'orchestra Riccardo e dell'arpista compositrice Cecilia, cre la sua opera nel 1982, il testo di Ionesco era un classico affermato ma l'opera da camera, nella traduzione di Gian Renzo Morteo, ricevette l'entusiasta elogio dello stesso Ionesco.
Partendo dall'originale struttura dell'atto unico Chailly costruisce un ingegnoso congegno musicale in un tema con 20 variazioni che coinvolgono sia la scrittura orchestrale che le parti vocali, inclusa la cantatrice calva, che nella "non commedia " di Ionesco  evocata ma non compare mai.
In scena si alternano i giovani talenti usciti dal concorso di canto spoletino: si alternano Nicola Di Filippo e Oronzo D'Urso come Signor Smith, Valentina Coletti e Simone van Seumeren Signora Smith, Davide Peroni e Stepan Polishchuk Signor Martin, Rosa D'Alise e Anna Pieri Signora Martin, Giorgia Cavaliere e Sara Di Santo Mary, Mattia Ribba e Davide Romeo Il capitano dei pompieri, Beatrice Caterino La cantatrice calva.
Sul podio torna Marco Angius protagonista anche delle precedenti incursioni dello Sperimentale di Spoleto nel territorio del teatro italiano del Novecento, con recuperi davvero preziosi, come dimostra il premio Abbiati 2026 al trittico di operine di Gino Negri allestite l'anno scorso.
Sovrintende all'operazione Pier Luigi Pizzi, che si rimette magnificamente in gioco ogni volta rivisitando territori musicali e teatrali che ha frequentato nella sua giovinezza, in incontri e conoscenze dirette. "Nei miei anni parigini, al Thtre de la Huchette - racconta Pizzi - ho visto pi volte la pice con grande divertimento.
Questo mi ha permesso, attraverso illogiche situazioni e dialoghi nonsense, di scoprire nel teatro dell'assurdo una grande profondit di pensiero". La pice sembra un dialogo statico ma  in realt un brillante tour de force, come spiega Pizzi: "mette una sera a cena due coppie alle prese con conversazioni confuse e prive di significato, luoghi comuni, paradossi, ripetitivi giochi di parole.
Una provocazione, una sfida per il pubblico a considerare l'assurdit della vita, l'inconsistenza delle relazioni umane". Gli assistenti sono Marco.
Michelon, per la regia, Daniele Mali per le scene e Eva Bruno per le luci.
L'orchestra  la Filarmonica Umbra V - Calamani.
Una gita spoletina consigliatissima.
Spoleto, Teatro Caio Melisso, piazza del Duomo, domani ore 20.30, sabato ore 18, domenica ore 17; 15/ 25 euro.
Info: tls-belli.it.
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