Il commissario straordinario: "Rafforzata anche la sorveglianza epidemiologica".
Ora i casi sono quattro.
La peste suina africana torna a fare paura nel Lazio.
Dopo il primo cinghiale trovato morto a Riano e risultato positivo il 27 agosto, altre tre carcasse sono state rinvenute nelle aree verdi a ridosso della via Rianese.
A confermarlo  il commissario straordinario per la peste suina africana, Giovanni Filippini, in una lettera inviata alle autorit competenti, tra cui Regione Lazio e carabinieri forestali, per fare il punto sulla situazione dopo il primo ritrovamento. "Gli altri casi sono stati rinvenuti e confermati nelle giornate successive a seguito dell'incremento dell'attivit di ricerca attiva delle carcasse", scrive Filippini.
La ricerca  stata avviata gi dal giorno successivo al primo ritrovamento. "La carcassa del primo animale positivo  stata rinvenuta a seguito di una segnalazione, con et stimata compresa tra 6 e 18 mesi, e dalle prime ipotesi la morte  stata fatta risalire a circa quattro giorni precedenti il ritrovamento".
Il dettaglio  utile.
Perch consente "di stabilire il periodo a rischio su cui calibrare le attivit di controllo e rintraccio". L'animale  stato ritrovato a bordo strada, pertanto potrebbe essere deceduto a causa di incidente stradale.
Dopo la positivit  stata istituita la zona infetta, il perimetro nel quale vengono concentrate le principali attivit di contenimento: la ricerca delle carcasse di cinghiale, il censimento degli animali, i controlli negli allevamenti e la verifica delle condizioni di biosicurezza.
Rafforzata anche la sorveglianza epidemiologica, mentre sono in corso le indagini per risalire all'origine del contagio e capire se si tratti di una nuova introduzione del virus.
La situazione  particolarmente delicata perch la provincia di Roma era stata dichiarata indenne dalla PSA nel gennaio 2025, dopo l'epidemia iniziata nell'area metropolitana nel maggio 2022. Le restrizioni riguardano anche alcune attivit all'aperto.
Il trekking  consentito solo sui sentieri autorizzati e i cani devono essere tenuti al guinzaglio.
Scarpe, vestiti, pneumatici e attrezzature possono trasportare il virus: le calzature utilizzate nei boschi devono quindi essere cambiate, riposte in un sacchetto e disinfettate.
In caso di ritrovamento di un cinghiale morto, invece,  necessario non avvicinarsi e segnalarlo alle autorit. La PSA non si trasmette all'uomo, ma pu avere conseguenze pesanti per cinghiali e allevamenti.
Ora l'obiettivo  individuare eventuali altri animali infetti, capire l'origine del contagio e impedire che il virus si propaghi oltre l'area di Riano.
- ma.car.
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Le ispezioni dei tecnici dell'Asl nei boschi attorno a Riano.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
