La mostra.
Gibellina l'arte torna a misurarsi con una terra che continua a porre domande.
Da oggi al 6 settembre, nell'anno in cui la citt  Capitale italiana dell'Arte contemporanea, arriva "Terre scosse: ai margini della forma", quattro giorni di cinema, performance, riprese dal vivo, conversazioni e ricerca collettiva per interrogare le forme dell'instabilit, dal terremoto alle trasformazioni ambientali e sociali.
Il progetto nasce dall'esperienza del collettivo Shaken Grounds, formato da Nikolaus Gansterer, Mariella Greil, Victor Jaschke, Peter Kozek, Werner Moebius e Lucie Strecker, e inserisce Gibellina in un percorso internazionale sostenuto da Creative Europe e guidato dal Museum of Contemporary Art Zagreb, con partner in Austria, Croazia, Islanda e Italia. "Qui il terremoto ha distrutto forme esistenti e la ricostruzione ha cercato di crearne di nuove attraverso l'architettura, l'urbanistica e l'arte" spiega Lucie Strecker, artista e ricercatrice della University of Applied Arts Vienna.
Ma, avverte, quella di Gibellina non pu essere raccontata come una semplice storia di successo dell'arte capace di ricostruire una citt. E' qui che entra in gioco la figura dell'artista-sismografo, ma con una precisazione importante.
L'arte non vuole sostituirsi alla scienza, ma mettere in relazione esperienza corporea, immagini, conoscenze scientifiche e realt sociali, creando nuove possibilit di percezione.
Questa contaminazione sar il filo degli appuntamenti in programma.
Si comincia il 3 settembre alle 18,30, al Museo d'Arte Contemporanea "Ludovico Corrao", con "Terre scosse, cieli in movimento", film dedicato a paesaggi instabili come i Campi Flegrei, il Vesuvio, l'isola di Vulcano e il ghiacciaio Pasterze, in cui le trasformazioni sismiche e ambientali vengono messe in relazione con il corpo e la psiche.
Il 4 settembre alle 17, il Sistema delle Piazze diventer invece il luogo di un'azione dal vivo: "Che cosa ci sostiene prima ancora della nostra esistenza?" coinvolger il pubblico in una scena pensata specificamente per il luogo, fatta di corpi, gesti, architettura, disegno, costumi, musica e riprese cinematografiche, destinate a confluire nel futuro film collettivo.
Il momento centrale sar il simposio del 5 settembre, al Mac, con geofisici, filosofi, scrittori, artisti e curatori.
Tra gli interventi quello di Alessandro Amato dell'Ingv, mentre Strecker affronter il tema "Dov' il margine della forma?". In serata, nella Chiesa Madre, il programma proseguir con lezioni performative e una jam session ispirata al "pensiero del tremore" di douard Glissant. Quest'ultimo offre a Strecker una chiave per leggere anche la Sicilia: una proposta intellettuale che non cerca, davanti all'instabilit, un nuovo terreno fisso, ma invita a restare aperti alla pluralit, all'imprevedibilit e alla trasformazione.
Il 6 settembre una serata cinematografica chiuder il percorso con opere dedicate ai paesaggi sismici, al cambiamento ambientale e alle relazioni tra mondo umano e mondo "pi che umano".
AIl museo.
Il museo.
delle Trame mediterranee.
di Gibellina.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
