il racconto.
Siamo tutti dentro le fiamme del fuoco che ci hanno tolto Salvatore", ha detto ieri l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, nella Chiesa Madre di Ciminna gremita, dove si sono svolti i funerali di Salvatore Giglia, il ragazzo di 26 anni morto per le ustioni riportate nel tentativo di spegnere l'incendio che stava divorando la sua casa.
Un'omelia che  diventata denuncia.
Salvatore Giglia era un professore di italiano che insegnava a Villabate un giovane che presto si sarebbe sposato.
Aveva progetti, sogni, un futuro che sembrava gi disegnato.
Ciminna si  fermata per dargli l'ultimo saluto.
Lungo abbraccio di Lorefice ai familiari distrutti dal dolore, in particolare si  soffermato con il padre con ancora i segni sul braccio del rogo che gli ha portato via il figlio.
Durante le esequie, con voce tremante dalla commozione, l'arcivescovo ha aggiunto: "Questo rogo non  una tragica fatalit, ma il frutto avvelenato di una mano criminale, vigliacca e dolosa, che continua a violentare e bruciare la nostra terra". Lorefice ha parlato alla famiglia  la madre Santina, il padre Roberto, il fratello Natalino, la fidanzata Giovanna  e a un paese intero che si  stretto attorno a loro.
Nessuna parola di circostanza, nessuna retorica per la fine di un ragazzo definito "meraviglioso, valoroso fino alla fine", che ha affrontato il fuoco con una generosit che diventa memoria e monito.
Per il sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone "questo  stato un omicidio non credo nell'auto combustione, un fuoco assassino ha avvolto il paese, tutto il paese  accorso per spegnere le fiamme divampati in 8 punti diversi". Il sindaco ha ricevuto la telefonata del presidente della Repubblica e della Regione che hanno voluto dimostrare la vicinanza a questo popolo che soffre.
Poi ha concluso dicendo: "mi rivolgo ai piromani pentitevi, pentitevi".
La procura di Termini Imerese ha aperto un'inchiesta.
Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, analizzando immagini nel tentativo di ricostruire la dinamica di quanto accaduto.
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L'abbraccio in chiesa di Lorefice al padre di Salvatore Giglia.
di ivan mocciaro.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
