le testimonianze.
Insegnanti alle prese con classi in cui l'aria sembra ferma.
Una dirigente che conta ventilatori e tende per capire come affrontare le giornate pi calde.
Una famiglia che teme il caldo ma non vuole rinunciare alla scuola.
Storie diverse, ma la stessa temperatura a fare da filo conduttore: quella di una scuola siciliana che si prepara a riaprire mentre l'estate non sembra ancora intenzionata a lasciare il campo.
E' il paradosso delle "scuole-forno", un fenomeno che attraversa il Mezzogiorno e che torna a imporsi alla vigilia del nuovo anno scolastico.
In Sicilia le lezioni riprenderanno regolarmente a met settembre, nonostante le previsioni di un settembre ancora rovente.
La Flc Cgil ha chiesto di valutare il rinvio nelle zone in cui le condizioni climatiche non consentano di garantire salute e sicurezza.
La Regione, per, ha respinto la richiesta e ha confermato il calendario.
Il sindacato sostiene che, laddove non siano rispettate le condizioni previste dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, non sia possibile fare lezione.
Cinque o sei ore in un'aula affollata possono diventare una condizione difficile da sostenere, soprattutto per gli studenti pi fragili e per gli insegnanti pi anziani.
Ma il rinvio non mette tutti d'accordo.
Jerry Guastella, docente della secondaria di secondo grado, lo considera "sacrosanto" nelle situazioni pi estreme, ma pone anche il problema delle ore da recuperare. "Non possiamo lavorare a queste temperature", dice.
E racconta quanto accaduto durante gli esami di Stato: "Nel corridoio con il tetto in vetro siamo arrivati a 45 gradi". Quello spazio  diventato inutilizzabile e gli studenti sono stati concentrati nelle poche aule climatizzate.
Mario Basile, insegnante di liceo, propone una soluzione intermedia: una riduzione dell'orario nelle prime settimane.
Ma anche per lui il tema  ormai pi grande della gestione di un settembre difficile. "Dobbiamo cominciare ad adeguare il calendario scolastico a un clima che  ormai cambiato".
A Palermo, Antonella Di Bartolo, dirigente dello Sperone-Pertini, mette invece in guardia dal trasformare il rinvio nell'unica risposta possibile. "In un quartiere in cui portare i bambini a scuola  fondamentale, io sono assolutamente contraria.
Per principio bisognerebbe fare pi scuola, non meno scuola". E giugno, osserva, non offre necessariamente condizioni migliori.
La sua scuola, con 1.354 alunni e quasi ottanta classi,  uno dei tanti edifici in cui il problema della climatizzazione si affronta con interventi parziali: ventilatori, tende, infissi, qualche aula dotata di condizionatore. "Tante piccole pezze", le definisce la dirigente.
Anche la richiesta di utilizzare parte dei fondi Pnrr per installare climatizzatori non ha trovato spazio nella misura a cui la scuola aveva avuto accesso.
Il rischio  che il benessere termico diventi anche una questione di disuguaglianza.
Il caldo, infatti, non resta confinato dentro le aule.
Nel quartiere dello Sperone il verde  scarso, i marciapiedi sono esposti al sole e gli spazi attorno alla scuola possono d.
iventare superfici che accumulano e restituiscono calore.
E' un problema urbano oltre che scolastico, che rende ancora pi evidente la distanza tra gli edifici pensati per il clima di ieri e quello con cui bambini e ragazzi devono fare i conti oggi.
Per questo la soluzione, secondo la dirigente, non pu essere il semplice acquisto di qualche climatizzatore.
Servono efficientamento energetico, pannelli fotovoltaici, adeguamento degli impianti elettrici e una programmazione coordinata. "Ministero dell'Istruzione, Mef e Ministero delle Infrastrutture si devono parlare", sostiene.
La questione, alla fine,  tutta nella parola "emergenza". "Non parliamo pi di emergenza", dice Di Bartolo. "Se una situazione si presenta e si presenter di continuo, non  pi emergenza".
E cos, mentre i cancelli stanno per riaprire, il confronto resta sospeso tra due esigenze entrambe difficili da ignorare: garantire il diritto all'istruzione senza mettere alla prova la salute di chi dentro quelle aule trascorrer le proprie giornate.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un'aula climatizzata al Pertini.
Jerry Guastella, docente.
di jerry Italia.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
