Sul colpo in piazza Medaglie d'Oro indaga la Dda.
L'ipotesi: i malviventi fuggiti al Rione Sanit, nella banda anche finti clienti.
Dal Vomero al Rione Sanit. Ma non attraverso la citt, alla luce del sole, tra turisti, negozi e monumenti, bens sotto terra.
E' uno dei possibili percorsi seguiti dagli autori della clamorosa rapina con venticinque ostaggi messa a segno la mattina del 16 aprile scorso ai danni della filiale di piazza Medaglie d'Oro della banca Crdit agricole.
Un colpo da professionisti, con la mano della camorra: il fascicolo adesso  all'attenzione della Direzione distrettuale antimafia.
Al lavoro, con i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, ci sono i pm Urbano Mozzillo e Maria Sepe coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Amato.
Segno di un ulteriore passo in avanti dell'indagine.
Dunque gli inquirenti configurano un ruolo della criminalit organizzata nell'azione che ha fatto pensare a una puntata della popolarissima serie televisiva "La Casa di Carta". Le storiche "paranze" di rapinatori del sottosuolo sono da sempre considerate vicine ai clan. E la rapina di piazza Medaglie d'Oro non sembra aver fatto eccezione.
Anzi,  una delle ipotesi che vengono esaminate in questi giorni, tra i registi dell'azione potrebbero esserci esponenti vicini alle cosche, gli stessi che avrebbero poi garantito la fuga e le "coperture" indispensabili affinch il commando e soprattutto il bottino potessero sparire rapidamente dalla circolazione.
Ma la camorra potrebbe anche essersi limitata a lasciare campo libero ai rapinatori in cambio del "pizzo" su una parte di quanto trafugato dall'istituto di credito.
In ogni caso, sar la Direzione distrettuale antimafia a rispondere a questi interrogativi.
Con il passare dei giorni, altri tasselli vengono aggiunti allo scenario che, nei mesi scorsi, ha portato gli investigatori a un passo dalla identificazione del "basista" che avrebbe "soffiato" le informazioni determinanti sulla distribuzione dei locali, la posizione del caveau e la collocazione dei dispositivi di sicurezza all'interno e all'esterno della banca.
Non ha trovato riscontri, ma viene ancora presa in esame, l'indiscrezione circolata sin dalle prime ore successive alla rapina, secondo la quale uno o pi complici dei rapinatori si fossero mimetizzati tra i clienti, se non addirittura tra gli ostaggi liberati grazie all'intervento dei vigili del fuoco che, alle 13.30 di quel convulso 16 aprile, sfondarono una vetrata affacciata su via Ugo Niutta in modo da consentire alle vittime del sequestro di uscire.
Altre complicit sarebbero state sfruttate dai banditi nella predisposizione di falsi alibi confezionati allo scopo di tenersi al riparo dai controlli dei carabinieri scattati dopo il colpo: come ad esempio viaggi in realt mai avvenuti e certificati medici che farebbero escludere, se autentici, la presenza di alcuni potenziali sospettati in piazza Medaglie d'Oro il giorno dell'assalto all'istituto di credito.
Gli investigatori stanno ancora lavorando alla pista che configura possibili collegamenti con un'altra rapina, quella commessa il 16 gennaio 2023 ai danni della filiale di Giugliano della Banca popolare di Milano, e.
pisodio sul quale ha fatto luce un'inchiesta della Procura di Napoli Nord sfociata due settimane or sono in dodici ordinanze di custodia cautelare.
Non sono emersi elementi utili invece dalle verifiche disposte sull'Alfa Romeo Giulietta di colore nero con targa di cartone clonata, risultata rubata in provincia di Caserta e parcheggiata come diversivo dai banditi.
Tre malviventi entrarono da una delle porte principali della filiale della Crdite agricole con il volto coperto da calzamaglie, maschere da attori e due pistole giocattolo identiche ad armi vere.
Rinchiusero venticinque persone, tra dipendenti e clienti, in uno stanzino accessibile tramite badge mentre, dal sottosuolo, facevano irruzione in un locale accanto al caveau almeno altri tre o quattro rapinatori che si occuparono di svuotare il contenuto delle cassette di sicurezza.
Il commando fuggir dallo stesso foro nel pavimento, mentre la banca era assediata dalle forze dell'ordine.
Con la protezione, o la regia, della camorra.
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DARIO DEL PORTO.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
