il caso.
L'Onu ammette la sconfitta, 11 anni dopo la firma dello storico Accordo di Parigi sul clima: per la prima volta, in un report dal titolo.
Limiting the Overshoot.
, afferma che il mondo superer inevitabilmente gli 1,5 gradi di riscaldamento in pi rispetto al livello pre-industriale, soglia che la comunit internazionale si era data nella Conferenza sul clima tenutasi nella capitale francese nel 2015.
In questi anni lo slogan di chi spingeva per il rispetto di quel patto, siglato in un'altra era politica (Obama alla Casa Bianca, Hollande all'Eliseo, Merkel a Berlino),  stato "keep 1,5 alive, manteniamo vivo l'obiettivo di 1.5". Be', non ce l'abbiamo fatta.
La relazione appena pubblicata dall'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente,  firmata da decine tra i pi autorevoli climatologi internazionali.
Gli scienziati avvertono che  urgente mettere in campo azioni concrete: azzerare le emissioni di gas serra e utilizzare strategie di rimozione del carbonio gi presente in atmosfera.
Iniziando subito si potrebbe limitare il superamento della soglia e non andare troppo in l. Per esempio, se si riuscisse a ridurre entro il 2035 del 55% le emissioni che contribuiscono al riscaldamento globale, e ad azzerarle entro il 2050, le temperature globali raggiungerebbero comunque un picco di circa 1,8 gradi Celsius in pi rispetto ai secoli scorsi.
Ma una simile azione decisa (e immediata) potrebbe riportare il riscaldamento sotto la soglia di 1,5 C entro la fine di questo secolo: "Non in un mondo sicuro, ma pi sicuro che se rimanessimo al di sopra", spiegano gli studiosi.
Che per avvertono: "Ci non ripristiner il mondo che conoscevamo un tempo". Molti ghiacciai del Pianeta si scioglieranno per sempre.
Le specie che si estingueranno non potranno essere riportate in vita.
Alcuni ecosistemi danneggiati da eventi meteorologici estremi non si riprenderanno.
Superare l'obiettivo di 1,5 gradi, anche solo temporaneamente, aumenta inoltre il rischio di innescare punti di non ritorno nel sistema climatico, come il possibile collasso della Foresta amazzonica o la disgregazione delle calotte polari.
Fenomeni che, una volta avviati, possono a loro volta provocare effetti a cascata su scala globale.
E questo  lo scenario pi ottimistico: se si andasse oltre, facendo salire la febbre della Terra pi di 1,8 gradi, le conseguenze sarebbero peggiori e sarebbe impossibile tornare a 1,5. Purtroppo le politiche climatiche attuali sono palesemente insufficienti a centrare l'obiettivo di una decarbonizzazione al 2050 e ci portano diritti verso un riscaldamento del Pianeta che potrebbe superare i 2 gradi e perfino toccare i 3 gradi in pi. Ebbene con 3C in pi potremmo perdere oltre un quarto della massa dei ghiacciai entro il 2100, con un conseguente innalzamento del livello del mare fino a 13 cm. E la produzione alimentare globale potrebbe diminuire fino al 14% entro il 2050.
Per questo "l'obiettivo di 1,5C rimane quello da perseguire", ha ribadito Inger Andersen, direttrice esecutiva dell'Unep, che ha pubblicato il rapporto. "Ma dobbiamo affrontare la questione in modo diverso: riducendo le emissioni di gas serra, rafforzando la resilienza e l'adattamento ai cambiamenti". Le ha fatto eco il Segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, che in tutto il suo mandato si  battuto, senza successo, perch i governi mettessero ai primi posti delle loro agende la crisi climatica: "Il caldo torrido, gli incendi e le inondazioni sono un monito su ci che ci aspetta.
Dobbiamo fare in modo che il superamento della temperatura massima di 1,5C sia il pi ridotto e breve possibile". Con queste premesse, ci si avvicina alla 31esima Conferenza sul clima, dal 9 al 20 novembre in Turchia: ci saranno state le elezioni di midterm negli Usa e sar noto il nome del nuovo Segretario Onu in pectore.
Chiss che il clima non cambi.
diluca fraioli.
Senza interventi si va verso punti di non ritorno come la disgregazione delle calotte polari.
Getty Images/Tetra images RF.
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di.
LUCA FRAIOLI.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
