Oggi in Cattedrale si celebra la ricorrenza dell'inizio del ministero episcopale del cardinale Domenico Battaglia.
Buon anniversario, don Mimmo Battaglia.
Napoli si stringe attorno al cardinale che ne guida l'arcidiocesi metropolitana.
Oggi, esattamente dieci anni fa, il 3 settembre 2016, diventava vescovo ricevendo, nella Cattedrale di Catanzaro, l'ordinazione episcopale.
Poco pi di due mesi dopo essere stato nominato da papa Francesco alla guida di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.
Aveva 53 anni, un quarto di secolo trascorso accanto alle persone con dipendenze e un soprannome che raccontava gi molto del suo modo di essere sacerdote, il "prete di strada".
Ed  proprio quel giorno che la citt ricorder oggi, alle 19, ritrovandosi in Cattedrale insieme a sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e fedeli dell'arcidiocesi: dieci anni dall'inizio del ministero episcopale di Battaglia, una ricorrenza che apre anche l'anno pastorale e racconta un episcopato costantemente costruito dal margine verso il centro.
Lo si cap quasi subito, del resto: il 2 ottobre 2016, prima dell'ingresso solenne nella nuova diocesi, Battaglia volle visitare il carcere minorile di Airola.
Prima i ragazzi detenuti, poi la Cattedrale.
Cinque anni dopo, a Napoli, avrebbe ripetuto quasi lo stesso gesto.
Papa Francesco lo nomin arcivescovo metropolita il 12 dicembre 2020, il 2 febbraio don Mimmo arriv al Duomo soltanto dopo un pellegrinaggio nelle periferie: Piscinola, i Camaldoli e San Giovanni a Teduccio.
Quindi il pranzo con i senza dimora al Binario della Solidariet della Caritas. Una geografia che era gi un programma pastorale.
Da sempre al fianco dei deboli, Battaglia: nel settembre 2021 intervenne nella vertenza Whirlpool, chiedendo di sospendere i licenziamenti nello stabilimento napoletano.
Un mese dopo arriv "I figli sono di tutti", l'appello per un Patto educativo della Citt metropolitana contro dispersione scolastica, povert educativa e reclutamento criminale.
Per Battaglia la lotta alla camorra non  mai passata soltanto dalle condanne, ma dalla capacit di offrire ai ragazzi alternative, presidiare i quartieri, creare lavoro e comunit. Dopo ogni giovane vita spezzata dalle armi, il suo vocabolario  tornato sulle stesse parole: disarmare, educare, prendersi cura.
Il 7 dicembre 2024 la nomina a cardinale da papa Francesco: la porpora ha cambiato il rango, molto meno il modo in cui Napoli continua a chiamarlo: don Mimmo.
Il XXXI Sinodo diocesano, concluso nel settembre 2025 dopo quattro anni, ha consegnato alla diocesi cinque direttrici: missione, prossimit, educazione, vocazione e corresponsabilit. Negli ultimi anni il suo orizzonte si  allargato alla pace, dagli appelli per Gaza e l'Ucraina alla richiesta che Napoli sappia disarmare le guerre lontane e la violenza delle proprie strade, con tanto di lettera aperta "ai mercanti della morte,a voi che fate affari con il sangue degli uomini".
Tra le immagini indelebili, la visita di Leone XIV dell'8 maggio scorso.
Accogliendolo in Piazza del Plebiscito, Battaglia scelse di raccontargli la citt reale, oltre ogni clich: "Napoli non le consegna una cartolina, ma un volto". E parla.
ndo della sfida educativa e della camorra: "Da qui nessun ragazzo nasce perduto". Due frasi che condensano gran parte del suo episcopato.
Cos, oggi Battaglia ribadir l'attenzione alle periferie e alle nuove povert, la necessit cura delle persone detenute, ammalate, con disabilit o segnate dalla solitudine, il coinvolgimento dei giovani e auspicher una collaborazione pi stretta tra scuole, parrocchie e istituzioni. "Un cardinale vicino alle comunit, alle periferie e alle persone pi fragili", sottolinea la Caritas. Dieci anni che evidenziano "tutta la personalit e lo stile di Battaglia, una guida improntata alla semplicit e alla vera vicinanza al popolo, e particolarmente alle fasce deboli", dice il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi.
Da Airola a Napoli, dalle fabbriche ai quartieri difficili, la traiettoria  rimasta la stessa: partire da chi rischia di restare indietro per provare, da l, a tenere insieme tutti.
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Il cardinale Battaglia a settembre 2014 alla fiaccolata per il crollo di Forcella.
A sinistra con il cardinale Sepe e con papa Leone.
di.
PASQUALE RAICALDO.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
