Di questione meridionale si parla da sempre: studi, convegni, fondi e promesse politiche.
E da almeno 12 anni, con il dibattito sull'autonomia regionale differenziata, il rapporto fra Nord e Sud  tornato al centro della discussione nazionale.
Il divario si vede nelle cose concrete: scuola, trasporti, sanit, lavoro e possibilit di restare.
Prendiamo gli asili nido.
La copertura nazionale  al 31,6%; nel Mezzogiorno scende al 19%. L'obiettivo  il 33%. Ovviamente in ogni Comune.
Il nuovo Piano d'azione 0-6 dimezza dal 20 al 10% la quota destinata alla perequazione dei territori pi indietro, mentre aumenta dal 40 al 50% quella per consolidare i servizi esistenti.
Pi risorse a chi i nidi li ha gi, meno a chi deve ancora crearli.
L'effetto San Matteo.
Il governo ricorda i fondi Pnrr al Mezzogiorno.
Ma i bandi favoriscono i Comuni pi attrezzati.
E poi, conta il risultato: quanti bambini hanno davvero trovato un posto al nido? Ecco perch la questione meridionale deve tornare a essere una questione nazionale.
Non per chiedere al Sud un trattamento di favore, ma per pretendere servizi essenziali uguali ovunque.
Se un servizio  molto pi difficile da trovare in un territorio che in un altro, il problema  dell'Italia.
Lo stesso vale per i trasporti.
Prendiamo Taranto.
E' sede della principale base della Marina Militare nel Mezzogiorno, del Comando Marittimo Sud e dell'Arsenale, e punto di riferimento per la Nato nel Mediterraneo.
Quest'anno ospita i Giochi del Mediterraneo.
Il Frecciarossa Taranto-Milano/Torino via Potenza, dopo quattro mesi di interruzione, il primo luglio  tornato inizialmente soltanto fino a Metaponto.
Dal 2016 la Basilicata sosteneva da sola circa quattro milioni di euro l'anno.
Mancava l'accordo con la Puglia; poi la Regione ha deciso di contribuire, riportando il treno a Taranto fino alla fine del 2026. Trenitalia lo aveva definito un collegamento strategico.
Perch deve essere mantenuto con soldi regionali? Se Taranto  nazionale per Marina, Difesa, Nato e Giochi del Mediterraneo, non pu diventare locale quando si parla del treno che la collega al resto d'Italia.
Nelle ultime settimane, poi,  tornata anche la protesta per l'impiego sulle tratte meridionali di materiale rotabile pi vecchio.
Non c' prova di discriminazione, ma rinnovo delle flotte e qualit dei servizi dovrebbero essere misurati con lo stesso metro in tutta Italia.
Deve nascere un nuovo meridionalismo, "radicale", direi, persino "rivoluzionario", se per rivoluzione intendiamo smettere di considerare normali le piccole disuguaglianze quotidiane.
Un asilo che non c'. Un treno vecchio.
Un ospedale lontano.
Un collegamento nazionale che una Regione deve pagare.
Problemi diversi, con una radice comune: l'idea che per il Mezzogiorno possa bastare un livello di servizio inferiore.
Il nuovo meridionalismo deve partire da qui.
Il Sud deve costruire una propria agenda: scuola, asili, trasporti, sanit, universit, infrastrutture, energia, porti.
Priorit chiare e verificabili, sulle quali chiamare a rispondere Governo e Regioni.
Il Me.
zzogiorno ha una dimensione economica e strategica oltre i confini regionali.
E' la grande piattaforma italiana nel Mediterraneo, rivolta verso l'Africa e il Medio Oriente, in un'Europa che torna a guardare a quel mare.
Questa deve diventare una parte centrale della proposta di governo delle forze democratiche e progressiste.
Perch i due esempi appena visti, asili nido e trasporti, mostrano anche una precisa scelta politica dell'attuale governo: non considerare il Mezzogiorno una priorit nazionale e, di fatto, accettare che le disuguaglianze esistenti continuino a tradursi in servizi e opportunit differenti.
Questa politica va battuta.
Dire no all'autonomia differenziata  necessario, ma non basta: il prossimo governo progressista deve mettere al centro lo sviluppo del Mezzogiorno, non come politica speciale per una parte del Paese, ma come strategia nazionale.
Perch far crescere il Sud significa far crescere l'Italia.
Significa ridurre le distanze, garantire diritti e servizi, creare lavoro e mettere il Mezzogiorno nelle condizioni di esprimere il proprio potenzial.
e.RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
