Anovembre l'aeroporto di Capodichino chiuder per consentire i lavori di riqualificazione della pista e dei raccordi.
Una parte dei voli sar trasferita a Salerno.
Si potrebbe osservare, con una battuta, che finalmente lo scalo salernitano avr l'occasione per dimostrare una sua indiscutibile utilit. E a novembre utile lo sar di sicuro.
Ma la questione vera  un'altra: siamo preparati alle conseguenze che la chiusura del principale aeroporto della Campania produrr sull'intero sistema della mobilit?
Non parliamo di un'emergenza improvvisa.
La chiusura  stata annunciata da Gesac nel maggio 2025 e gi allora si discusse della sua durata.
Enac intervenne sull'ipotesi dei trenta giorni chiedendo di ridurre quelli di chiusura totale, proprio per limitare i disagi e tutelare quello che l'Ente chiam espressamente diritto alla mobilit. A novembre poi richiam formalmente Gesac per la mancata presentazione del progetto esecutivo, ribadendo che la chiusura andava ridotta al minimo.
I lavori vanno fatti, su questo non c' discussione.
Ma proprio perch erano programmati da tanto tempo sorprende che, a due mesi da novembre, un piano complessivo delle conseguenze trasportistiche non sia ancora leggibile da nessuna parte.
Qualche numero aiuta a capire di cosa stiamo parlando.
Nel novembre 2025 Capodichino ha movimentato 800.827 passeggeri, quasi 27 mila al giorno.
Salerno, nello stesso mese, 15.483. Nessuno pretende che Salerno accolga tutto il traffico di Napoli: una parte dei voli verr trasferita, altri passeggeri cambieranno itinerario o mezzo di trasporto.
Ma proprio per questo bisognerebbe conoscere le previsioni dei flussi.
Diverse compagnie hanno gi programmato operazioni su Salerno; il 24 agosto, per, la RAI indicava ancora nei collegamenti terrestri uno dei problemi da risolvere, e riferiva che la Regione avrebbe ricalibrato alcuni servizi nelle settimane successive.
Un aeroporto, del resto, non termina alla porta del terminal. Per lo scalo salernitano sono programmati ingenti investimenti, compreso il collegamento ferroviario con l'aeroporto.
Quella infrastruttura, per, a novembre non ci sar. Chi atterra a Pontecagnano diretto a Napoli dovr percorrere altri settanta chilometri, in gomma oppure raggiungendo prima la rete ferroviaria.
Serviranno autobus e, presumibilmente, servizi aggiuntivi sulla Salerno-Napoli.
E qui compare una categoria quasi assente dal dibattito: i pendolari.
I treni fra Salerno e Napoli non sono una riserva di capacit inutilizzata che aspetta i passeggeri degli aerei.
Trasportano ogni giorno studenti e lavoratori.
Immettervi migliaia di passeggeri aeroportuali, per di pi con bagagli, senza un corrispondente aumento dell'offerta significa trasferire una parte del costo della chiusura di Capodichino su persone che con l'aeroporto non hanno nulla a che fare.
C' poi un secondo fenomeno, probabilmente ancora pi rilevante: per molte relazioni nazionali l'alternativa a Capodichino non sar Salerno ma l'Alta Velocit. Il caso di Milano  evidente.
Se al tempo di volo si aggiungono il trasfe.
rimento verso l'aeroporto milanese e, all'arrivo, quello da Salerno a Napoli, le poco pi di quattro ore tra Milano Centrale e Napoli Centrale diventano estremamente competitive.
E' ragionevole attendersi che una parte della domanda oggi soddisfatta dall'aereo passi sul ferro.
L'offerta AV  consistente.
Il dato che servirebbe conoscere  per la capacit residua, soprattutto nei giorni e nelle fasce orarie di maggiore domanda.
Ed  un problema che riguarda anche i costi: con i sistemi tariffari dinamici non occorre che qualcuno aumenti i listini perch cresca il prezzo medio del viaggio.
Se la domanda aumenta, le offerte pi economiche semplicemente si esauriscono prima.
A complicare il quadro c' una coincidenza che merita attenzione.
Proprio dall'8 al 22 novembre RFI ha programmato importanti lavori di manutenzione e potenziamento tecnologico sulla Roma-Napoli AV/AC, con possibili modifiche alla circolazione.
Non  certo una ragione per rinviarli.
E' per una ragione in pi per coordinare con cura ferrovia e trasporto aereo, nel mese in cui la chiusura di Capodichino spinger una parte dei viaggiatori dall'uno all'altro sistema.
Resta infine la questione dei costi.
E aumenteranno certamente.
Aumenter innanzitutto il costo generalizzato del viaggio, perch per chi deve raggiungere Napoli crescono tempi e complessit degli spostamenti; potranno aggiungersi costi monetari per i trasferimenti.
Andranno poi finanziati autobus e servizi ferroviari aggiuntivi, mentre i pendolari dovranno essere protetti dal rischio di sovraccarico del servizio regionale.
E una domanda pi alta sull'Alta Velocit potr tradursi in prezzi medi pi elevati.
La domanda, allora, non  se questa chiusura avr un costo aggiuntivo.
E' quanto coster, e chi alla fine pagher la differenza.
Non credo sia utile riaprire oggi la disputa se l'aeroporto di Salerno fosse necessario.
A novembre lo sar di certo.
Il punto  un altro: a due mesi dalla chiusura sarebbe dunque utile rendere pubblico un piano che metta insieme ci che finora appare per pezzi: i voli trasferiti a Salerno, i collegamenti con Napoli, i servizi aggiuntivi, la tutela dei pendolari, la maggiore domanda sull'Alta Velocit, la capacit disponibile, i costi.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
