POSTA E RISPOSTA.
Caro Merlo, sapere con certezza che il 4 agosto agenti al servizio dei russi hanno piazzato droni esplosivi nell'aeroporto di Lipsia sta allarmando e spaventando i tedeschi.
E gli inglesi, prima del clamoroso furto dei dati di quasi 9 milioni di passeggeri, avevano gi predisposto un piano di sopravvivenza in caso di attacchi alle reti idriche o elettriche.
Anche Macron continua a ripetere ai francesi "la patria ha bisogno di voi". E' vero che Crosetto ha ingaggiato l'ex ministro ucraino Fedorov, ma in Italia non c' la diffusa consapevolezza del pericolo.
Perch?
Enrica Borz.
, Modena.
Putin , in Italia, un pericolo sottovalutato perch la Russia gode di una vecchia simpatia ideologica, gestisce la disinformazione e la affida, qualche volta a pagamento, ai suoi cavalli di Troia.
Solo in Italia i russi si accucciano nella parola pace e presidiano la sinistra con Conte e la destra con Salvini e Vannacci.
Nell'eterna divisione degli italiani in furbi e in fessi dovremmo ripetere come uno slogan che oggi "pace"  quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
Caro Merlo, seguendo un programma tv sulle hit dell'estate sono stato colto da profondo imbarazzo per le parole a dir poco sconce della canzone di TonyPitony che richiamavano, con ripugnante disinvoltura, l'organo sessuale maschile.
Evito per decenza di riproporle.
Possibile che il livello di degrado culturale, che, ahim, trova la sua fedele riproduzione anche nei testi di alcune canzoni che i giovani ascoltano, non interroghi chi fa tv sulle conseguenze sociali di un vocabolario barbaro e poco rispettoso della pubblica decenza?
Pasquale Patricelli.
, Acerra (Napoli).
"Solo i testi accademici - notava Tullio De Mauro gi nel 2016 - sono almeno per ora privi di male parole.
Ma giornali, letteratura, romanzi, teatro, cinema, televisione, persino le aule giudiziarie vedono frequentemente il gruppetto delle male parole pi clamorose.
E sulla stampa sono pi presenti che nel parlare comune.
I giornalisti si compiacciono nell'usarle". Sono di uso comune parole che quando io ero ragazzo erano vietate: oggi cazzo  l'intercalare pi usato a tutte le et e in tutte le classi sociali, ovviamente con i suoi derivati: incazzarsi, incazzatura, scazzo, cazzi miei, cazzi amari.
E sono stati promossi a lingua non solo minchia ma anche che culo, balle e palle e poi merda, merdaccia e smerdare, puttana e sputtanare, casino e incasinare, coglione e rincoglionire.
Ovviamente la lingua che non si rassegna sporcandosi si arricchisce.
E dunque le parolacce rimangono offensive ma al tempo stesso legano di pi, esprimono partecipazione, compromettono, forse esasperano ma avvicinano.
E' il caso di TonyPitony che  pure bravo,  uno dei pochi che cantano.
E suona e compone belle musiche.
Caro Merlo, sacrosanto l'appello di Francesco Piccolo venerd scorso ai leader della sinistra per scongiurare la "sciagura" delle primarie.
Forse ora ci vorrebbe una raccolta di firme.
Giusi Zanasi.
Gli appelli e le raccolte di firme, qualche volta controproducenti e pi spesso inutili, sono la sola moda che non passa mai di moda.
Se hai ragione, evitali.
Per scrivere a Francesco Merlo.
francescomerlo.
@repubblica.it.
Lettere.
Via Cristoforo.
Colombo 90.
00147.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
di FRANCESCO MERLO.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
