I concerti.
giugno era alla Scala, sul podio di.
Lucia di Lammermoor.
, poi  volata a Liegi per.
L'histoire du Soldat.
, quindi a Sidney. Dalla stagione scorsa  direttrice principale della Royal Opera House di Londra, mentre continua a dividersi tra i maggiori palcoscenici del mondo, dal Metropolitan di New York alla Staatsoper di Berlino, dalla Lyric Opera di Chicago alla Bayerische Staatsoper di Monaco.
L'agenda  fittissima ma, di fronte alla proposta di firmare la direzione artistica della ventesima edizione di Mito, Speranza Scappucci proprio non ha saputo dire di no.
Sul treno di Mito  salita in corsa.
"La chiamata  arrivata un anno fa.
Il tempo era poco ma l'occasione troppo preziosa.
Devo molto alle squadre di lavoro di entrambe le citt, che si sono messe a disposizione mentre da un'idea ne nasceva un'altra.
Con margini cos stretti non era scontato trovare artisti liberi, alcuni li ho contattati personalmente, coinvolgendoli nel progetto Mito.
E mi sono appassionata nel vagliare le proposte divertendomi a costruire un programma in cui sperimentare, soprattutto con i giovani".
Veniamo al titolo che ha scelto, Harmonia.
"Oltre alla ragione pi immediata, ovvero che l'armonia  la base della musica, il concetto mi affascina per le sue implicazioni.
Nella mitologia, Harmonia  la figlia di Ares, divinit della guerra, e Afrodite, divinit dell'amore.
Non nasce dall'eliminazione del conflitto ma dalla sua trasformazione in possibilit di incontro e di ascolto.
Nella musica  la stessa cosa, non assenza di tensione ma sua ricomposizione attraverso la relazione tra voci diverse.
Ho pensato fosse la parola giusta per sintetizzare lo spirito del festival che avevo in mente: valorizzare le differenze, di luoghi, di generi, di repertori, di spettatori, facendole risuonare insieme".
Ci fa qualche esempio?
"Il programma contempla dalla musica antica a quella contemporanea.
Da un lato abbiamo William Christie con.
Les Arts Florissants.
, uno dei pilastri della riscoperta del repertorio barocco, e abbiamo anche Il Pomo d'Oro, nominato dalla rivista.
Gramophone ensemble.
barocco dell'anno.
Dall'altro c'.
Kaos.
, la nuova opera commissionata alla compositrice Paola Prestini che verr eseguita dall'Orchestra Sinfonica della Rai diretta da Michele Mariotti.
E poi grandi nomi, come Jakub Hrua sul podio dei Bamberger Symphoniker, il pianista David Fray, il maestro Riccardo Chailly (con la Filarmonica della Scala, ma solo a Torino.
ndr.
), Simone Young, accanto a giovani talenti tutti da scoprire".
A Simone Young, reduce dal.
Ring.
scaligero,  affidata l'inaugurazione con.
War Requiem.
di Benjamin Britten.
"Spero che a nessuno venga il dubbio che ci sia una motivazione di genere.
Ho fortemente voluto Simone Young perch  una grandissima specialista di Britten. Ci tenevo ad aprire con.
War Requiem.
e ho chiamato chi ritengo essere la scelta migliore per affrontare questo brano monumentale".
Anche lei diriger un concerto con gli allievi dei conservatori di Milano e di Torino.
"Mi piaceva l'idea di partecipare in prima persona ma con un'operazione diversa, mettendo la mia esperienza a disposizione di giovani musicisti in un concerto gratuito da offrire alle due citt. Ho scelto lo.
Stabat Mater.
di Rossini perch mi pareva rispecchiasse bene l'idea di armonia tra opposti, la vita e la morte, il dolore e la gioia.
E sono grata ad artisti che sono anche amici come Maria Grazia Schiavo, Jos Maria Lo Monaco, Levy Sekgapane e Andrea Pellegrini di aver accettato di partecipare.
Per me era importante mettere l'accento sul futuro e sulle nuove generazioni".
Due mesi fa ha diretto.
Lucia di Lammermoor.
alla Scala, dove nel 2022 con.
Montecchi e Capuleti.
di Bellini  stata la prima italiana a salire sul podio.
"Era gi in programma che dirigessi un concerto della Filarmonica, mentre per.
Montecchi e Capuleti.
fu una sostituzione.
Accettai perch conoscevo bene l'opera e potevo sfruttare al massimo i nove giorni a disposizione per provare con orchestra, cantanti e coro.
Lucia di Lammermoor.
, titolo significativo per il repertorio italiano e per quel che significa alla Scala,  stata una conferma importante e una bellissima esperienza.
Non solo con il cast, magnifico, ma con le masse artistiche, le maestranze e tutto il teatro".
Diplomata in pianoforte al conservatorio di Roma, perfezionamento alla Juilliard School di New York, il suo esordio come direttrice d'orchestra  piuttosto tardivo, nel 2012, a trentanove anni.
Prima  stata a lungo maestra collaboratrice.
"Un'evoluzione naturale, non un progetto studiato a tavolino.
Soprattutto per l'opera, la gavetta da maestro collaboratore garantisce un bagaglio di esperienza prezioso: provando al pianoforte impari a conoscere i cantanti, vedi come lavorano i direttori, capisci come funziona anche da un punto di vista tecnico la macchina del palcoscenico".
Che cosa fa di un direttore d'orchestra un buon direttore d'orchestra?
"Non credo esista una formula.
Per me si tratta di preparazione, di molto moltissimo studio, ma anche della capacit di comunicare le proprie idee a cantanti e musicisti, saper trasportare la musica attraverso le parole durante le prove e attraverso il gesto durante la performance.
Detto in altro modo, la capacit di fare musica insieme".
Tifa ancora Juventus?
"Certo, la squadra del cuore non si abbandona anche se smette di regalarti soddisfazioni".
Che musica ascolta?
"Per lavoro moltissima, poi penso che ogni tanto un po' di silenzio sia necessario".
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disara chiappori.
AMi sono divertita.
a scegliere e sperimentare soprattutto.
con i giovani
