Il ds non rinnova dopo.
28 anni in nerazzurro.
La propriet gli aveva.
offerto solo un anno.
in pi di contratto.
Milano.
La trasformazione di un club che, dopo 116 anni di storia,  passato dall'ultimo patron, Steven Zhang, a un fondo di investimento, con le sue logiche, i suoi tempi e il budget al centro di ogni ragionamento.
C' soprattutto questo dietro al divorzio fra l'Inter e l'ormai ex direttore sportivo Piero Ausilio, entrato nella societ 28 anni fa come segretario del settore giovanile, e ds da 16. "Ho dato all'Inter ogni secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito", scrive il dirigente, che oggi saluter la squadra.
Ausilio era stato pi esplicito il 29 giugno a Rimini, all'apertura del calciomercato: "Marotta, che ha fatto anche il ds tanti anni,  diventato pi cattivello adesso da presidente.
Un tempo era pi dalla nostra parte.
Fortunatamente  un tramite con la propriet, che  un po' particolare.
A volte si riesce bene, altre meno bene". Tradotto:  difficile farsi stanziare in tempi utili i soldi che servono per chiudere le operazioni di mercato.
Poi, il punto centrale: "Io mi occupo dei rinnovi di calciatori e allenatori, ma il mio rinnovo sta ad altri.
Sono a disposizione". Parole che oggi suonano profetiche.
A sancire la separazione  stato infatti il mancato accordo sul rinnovo del contratto, in scadenza il 30 giugno 2027. A luglio la propriet gli ha proposto un solo anno in pi, troppo poco per Ausilio per lavorare con la necessaria progettualit. L'ex ds ne ha chiesti tre, ma marted  arrivata la risposta negativa del fondo.
A sostituirlo sar Dario Baccin, fino a ieri suo vice.
Tutti i protagonisti si sono ritrovati al Teatro alla Scala per il Gal del calcio di Assocalciatori.
Ausilio e Baccin sono arrivati insieme, facendosi fotografare sulla passerella.
Mezz'ora prima Marotta era entrato con Kate Ralph, manager di Oaktree.
Il presidente dell'Inter ha parlato di "divorzio da un professionista serio, esemplare, un amico e un collega". E tutti i protagonisti della vicenda smentiscono che dietro l'addio ci siano il fastidio per la gestione del caso Palestra, corteggiato dall'Inter ma finito al Chelsea, o il protrarsi delle trattative per alcuni rinnovi.
Per Marotta  stata "una separazione consensuale.
Siamo arrivati a questa conclusione in modo molto amichevole". Convinto che dall'Inter sarebbe arrivato un rinnovo triennale, nell'ultimo anno Ausilio aveva rifiutato offerte di club europei e arabi, fra cui l'Al-Hilal di Simone Inzaghi.
Ora  libero di scegliere il proprio futuro.
La svolta arriva dopo un altro mercato di qualit, chiuso con Stones, Spence e Jones. Ma non  bastato a proseguire un rapporto nato con Moratti e che ha attraversato le propriet Thohir, Zhang e Oaktree.
Ausilio ha firmato colpi come Brozovic, Kovacic, Lautaro, Mkhitaryan, alhanoglu e Onana.
Operazioni a cui ha partecipato anche Baccin. "Lo conosciamo,  una persona di valore.
Sono sicuro che non far rimpiangere questa scelta.
Ed  ancora pi bello che sia proprio un allievo di Ausilio", dice Marotta, con il linguaggio della diplomazia.
D'altra parte, fra gli ospiti del Gal - che ha premiato Dimarco come migliore giocato.
re e Fabregas come tecnico - c'era anche Paolo Zampolli, consulente di Trump, che ha invitato la Figc a ricucire con Infantino, sette mesi prima delle elezioni Fifa: "Dobbiamo fare la pace, trovare una soluzione.
Infantino sa fare benissimo il suo lavoro".
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Piero Ausilio, 54 anni, lascia l'Inter: entrato in societ 28 anni fa, ds negli ultimi 16.
di.
Andrea Sereni.
E.
Franco Vanni.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
