il retroscena.
Dalla festa dell'Unit di Lodi, Beppe Sala parla al centrosinistra alle prese con il rebus primarie.
Che, dice, "appartengono alla storia della sinistra italiana.
Non sono un dogma ma non sono neanche un incidente di percorso". Ora tocca ai partiti parlarsi, e "ho capito che, e sono d'accordo, la coalizione cercher di trovare un candidato condiviso, e fa benissimo a farlo.
E le primarie avverranno se ci non porter a un risultato". Di suo, se primarie saranno, Sala dice che sceglier la linea dell'equidistanza e a chi gli chiede del passo avanti di Mario Calabresi risponde che "mi sono impegnato rispetto ai candidati a non dire nulla" ma di certo quando ci sar il nome contro il centrodestra "io mi metto a disposizione.
Se me lo chiedono, mi butter anima e corpo: abbiamo ancora serissime possibilit di rivincere". Per una cosa la dice chiara Sala, a chi ha parlato o parler di "discontinuit": "Dico a chi sta dalla mia parte e a chi non sta dalla mia parte: io mi sono fatto un mazzo cos, non vorr fare svilire il mio lavoro.
Di fronte a una critica ne discuter ma di fronte a un attacco generico ne avr per tutti".
Stare alla finestra senza esporre bandierine.
Per poi dare una mano al candidato o alla candida sindaca designati.
Non schierarsi per nessuno dei sette nomi in campo.
La linea di Beppe Sala, da qui al fischio di inizio della campagna elettorale contro il centrodestra,  ben disegnata.
Oggi la ribadir anche dal palco della Festa dell'Unit di Milano che si apre al Corvetto.
Del resto, a fine giugno, a margine del suo ultimo Pride da sindaco, lo aveva detto in maniera esplicita: "Io non appogger nessun candidato alle primarie, anche se ci saranno persone che hanno lavorato con me". Il suo assessore al bilancio Emmanuel Conte si era appena detto disponibile ad entrare in partita.
Sono passate diverse settimane e neanche i passi in avanti di Mario Calabresi hanno spostato Sala di un millimetro.
Anzi.
Quando il giornalista, a luglio, aveva scandito un "ci sto pensando" dal palco di una piccola Festa dell'Unit, il commento era stato sbrigativo: "Calabresi  in gioco ed  una buona notizia". Tutto e niente.
La formula  di rito: i candidati sono tutti stimabili amministratori, il loro impegno per Milano  cosa buona e giusta.
Ma da l a spendersi ce ne passa.
Sala, e anche questo lo ha detto in maniera abbastanza chiara, ritiene che i nomi in campo non siano adatti a tenere in piedi una coalizione ampia senza passare dalle primarie.
Quando Pierfrancesco Majorino inizi la sua battaglia per i gazebo, Sala liquid il tema cos: "E' chiaro che Pierfrancesco Majorino  un fautore delle primarie, ci mancherebbe altro.
Io non lo sono, ma lo divento se non c' un candidato unitario". Parola di uno che le primarie le ha fatte e, dopo averle vinte, ha vinto anche un primo giro elettorale.
Quello, non semplicissimo, del 2016 in cui il candidato del centrodestra, Stefano Parisi, se la giocava bene.
Il profilo che Beppe Sala ha sempre avuto in mente, per la sua successione,  quello di un civico ben inserito nel te.
ssuto produttivo della citt. Non necessariamente un manager come lui, ma anche un esponente di quella "citt della conoscenza" che spesso  disegnata nei suoi discorsi.
Un esempio su tutti: quando  girato il nome della rettrice del Politecnico Donatella Sciuto, ecco, quello era un nome da Beppe Sala.
Ma  finita con una secca smentita della diretta interessata.
E allora non resta che stare alla finestra, facendo asse con la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein che con la sua formula " ancora presto", si smarca da nomi e metodi.
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Il sindaco Beppe Sala oggi sar il primo ospite alle Festa dell'Unit di Milano.
"Io mi sono fatto un mazzo cos. Di fronte a una critica ne discuter, ma di fronte a un attacco generico ne avr per tutti".
di federica venni
