l'intervista.
Lo scorso inverno, a cavallo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina, ha girato i quartieri per far parlare i milanesi della citt che desiderano.
Qualche mese dopo ne  uscita una pubblicazione che raccoglie quelle idee, andando un po' oltre.
Pierfrancesco Maran oggi, da Eurodeputato del Pd, osserva Milano anche con l'ottica di Bruxelles e vuole guardare alla "Nuova missione di Milano". A cui, per arrivarci, serve un confronto politico chiamato anche primarie di coalizione.
Il libro sar distribuito gratuitamente alla Festa dell'Unit che inizia oggi all'Arci Corvetto.
Perch un libro adesso?
"Milano vive un momento di vera trasformazione, ma dalla pandemia in poi non ci siamo fermati un attimo a ragionarci.
E non c' momento migliore delle elezioni per capire dove vogliamo che vada la citt. Se non lo facciamo, nel dibattito resta soltanto lo scontro tra l'idea di una Milano che ha fallito e che deve ripartire da zero e l'idea di un progetto in cui non si  sbagliato nulla.
Io sono profondamente convinto che alla vocazione internazionale a cui siamo arrivati con le giunte Pisapia e Sala ora si debba aggiungere qualcosa di nuovo.
Milano ha imparato ad attrarre il mondo.
Ora deve imparare a far restare chi ci  nato e chi la sceglie".
Come?
"Guardando al costo della vita e della casa non bilanciati con salari adeguati, ma senza sottovalutare anche altri temi.
Milano  una grande citt dell'universit, della ricerca e della conoscenza.
E' l che si creano pi posti di lavoro,  l che nascono le competenze per trasformarla un laboratorio di sperimentazione.
Con una condizione minima di sviluppo: ragionare in ottica metropolitana e non pi municipale.
E poi c' una questione pi prettamente politica".
Quale?
"Non dobbiamo replicare coalizioni nazionali, ma mantenere la coalizione larga che in questi anni ha governato Milano.
E credo che lo strumento per farlo siano le primarie, che sono nel Dna di Milano.
Facciamole.
Per i milanesi l'elezione del sindaco  importante tanto quella per il presidente o la presidente del Consiglio, proprio per questo la decisione devono prenderla i milanesi pi che i partiti".
E' favorevole a un allargamento della coalizione, ad esempio, al Movimento 5 Stelle?
"La coalizione deve essere aperta a chi vuole aggiungersi per portare idee e proposte e condivide i principi con cui governiamo da quindici anni.
Penso sia altrettanto importante che rappresenti tutti i partiti e movimenti che ci son stati finora".
Azione  contraria alle primarie.
Ieri Carlo Calenda, riferendosi a Mario Calabresi e auspicando che non debba passare per i gazebo, le ha definite un "tritacarne".
"A Milano le primarie non sono mai state un tritacarne, ma un modo per rafforzare il candidato e la coalizione.
Azione dovrebbe aderire alle primarie".
Cosa ne pensa del passo in avanti di Luigi Calabresi verso la candidatura?
"Ca.
labresi dimostra che la politica pu essere ancora attrattiva anche per chi viene da altre esperienze.
Mettersi a disposizione in maniera cos aperta  un atto di coraggio, un messaggio importante che i milanesi apprezzano".
Lo appoggerebbe?
"Nelle occasioni in cui ho avuto modo di parlare con lui ho trovato la sua proposta convincente.
Ecco perch sono importanti le primarie: non per convincere me o gli altri dirigenti di partito, ma i milanesi".
Tritacarne? Qui non  mai successo, rafforzano.
chi vince.
E anche Azione dovrebbe aderire.
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RIPRODUZIONE RISERVATA.
Pierfrancesco Maran.
di f.ven.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
