L'intervista.
l Festival della Mente  ai nastri di partenza: da domani a domenica 6 settembre torna la kermesse promossa da Fondazione Carispezia e Comune di Sarzana, con la direzione di Benedetta Marietti e il supporto di Crdit Agricole Italia e Segno Verde.
Scrittori, scienziati, economisti, storici, artisti e giornalisti si confronteranno ancora una volta con la creativit, le sue leve e la nascita delle idee.
Il tema di questa 23ma edizione, pronto a divampare in una Sarzana che si prepara ad un nuovo sold out,  il fuoco: potenza e distruzione, elemento foriero tanto di vita quanto di morte, soggetto di miti e leggende.
Fra i protagonisti chiamati ad approfondirlo, c' Melania Mazzucco, autrice di romanzi pluripremiati e tradotti in tutto il mondo: sabato 5 settembre alle 19 in piazza Matteotti terr l'intervento.
Fuoco sacro, fuoco fatuo.
Estro e meteore fra arte e letteratura.
.Perch il fuoco, presente nelle espressioni umane fin dagli albori, continua ad affascinare e a essere al centro di arti e letteratura? Cosa lo rende un simbolo cos forte?
"Per la sua forza creatrice e distruttrice, per la duplicit materiale e simbolica e, io credo, per l'irresistibile potenza che esercita sull'immaginario.
Pi della terra, che calpestiamo, dell'aria, che non vediamo, dell'acqua, che non ha forma.
E perch, pur essendo un segno della presenza del Dio (e poi della sua punizione),  legato da sempre, e in tutte le culture, alla storia dell'essere umano, e il suo uso, controllo e dominio , anzi, la caratteristica che ci distingue come specie".
A partire da Prometeo e dal dio Vulcano, per arrivare alle tele dei surrealisti, fino alle "Combustioni" di Burri, come si  evoluta la sua rappresentazione? Quali sono le immagini pi forti, secondo lei?
"La rappresentazione del fuoco non  stata mai, neanche nei pi grandi maestri, pari al mistero e alla bellezza del quarto elemento.
Il suo dinamismo e l'inafferrabilit sfidavano la staticit della pittura (e della scultura). Un fuoco dipinto permette all'artista di sfoggiare il proprio virtuosismo, nel colore, nei riflessi e nei riverberi delle fiamme, nel fumo, nell'incandescenza, ma di rado possiede la terribilit' e il sublime' del fuoco vero.
Solo dagli anni Cinquanta del XX secolo, quando gli artisti (penso a Burri e Klein, ma poi anche a Kiefer) ne hanno fatto non l'oggetto della rappresentazione ma lo strumento di essa, e hanno letteralmente creato col fuoco, gli hanno restituito il suo potere di metamorfosi e la sua grandezza.
Per questo penso che al momento restino insuperabili le combustioni di Burri, gli incendi di Kiefer e le sculture di cenere di Parmiggiani".
Dalle guerre al cambiamento climatico, oggi il fuoco  associato ad aspetti tragici dell'et contemporanea.
Come recuperare nell'immaginario collettivo un'accezione positiva?
"Finch le guerre e le bombe, e l'avidit di terra, distruggeranno col fuoco e con le fiamme case, foreste e vite, il fuoco manterr l'alone sinistro e infernale che abbiamo ereditato dalla cultura medievale e di cui non abbiamo mai pi potuto liberarci.
Anzi, abbiamo traslocato l'inferno dall'abisso alla superficie, e da metafora della dannazione a realt per troppi esseri umani.
Non saprei come potremmo restituire al fuoco la magia positiva e spirituale del mito (o della preistoria). Per adesso, solo il linguaggio dell'arte  riuscito a farlo".
IL'incontro.
La scrittrice Melania Mazzucco.
sar a Sarzana sabato 5 settembre.
alle 19 in piazza Matteotti.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
