l'analisi.
Quando la ruota di "Ok il prezzo  giusto", programma tv di alcuni anni fa, toccava o sfiorava quota 100 erano buone notizie.
Quando invece vicino alla tripla cifra arriva il monte ingaggi lordo complessivo di un club come la Fiorentina, beh, c' poco da festeggiare.
Che fosse necessaria una "dieta" era piuttosto palese anche perch a proposito di soldi, i viola erano stati sanzionati con una multa da 6 milioni di euro proprio per questo.
Visto che nelle norme economico-finanziarie della UEFA, il rapporto fra ricavi ed il costo rosa deve essere inferiore al 70%, come previsto dalla cosiddetta "squad cost rule". Limite superato dalla "generosit" viola che doveva necessariamente rientrare nei parametri imposti anche se generalmente all'interno dei confini i lacci sono meno stringenti.
Un monte ingaggi complessivo lordo quindi che la passata stagione non era troppo lontano dai 100 milioni che, dopo un'estate costellata da moltissime operazioni, hanno visto una riduzione di quasi il 25% attestandosi intorno ai 75 complessivi.
Un lavoro faticosissimo: basti pensare ad uno dei migliori giocatori dello scorso campionato, Arthur Atta, portato a Firenze con un esborso importante ma che si  "accontentato" di circa 1,3 milioni (netti) annui.
Cifre enormi per comuni mortali ma piuttosto esigue nel calcio moderno.
Un esempio? Moise Kean. Il rinnovo contrattuale autografato dopo la stagione 2024/25, quella da 25 gol segnati per intendersi, lo aveva portato ad un ingaggio tra i 5 ed i 6 milioni netti.
I salari di molti calciatori presenti in rosa avevano una base piuttosto alta ed anche questo ha probabilmente inciso in alcuni movimenti, vedi Mandragora, il cui contratto sfiorava i 2 milioni netti a stagione.
Scelte tecniche.
Scelte funzionali.
E qualche decisa limata ad alcuni stipendi.
Cos si  concretizzata la rivoluzione viola.
- g.s.
L'anno scorso la societ era arrivata quasi a 100 milioni e fu multata per aver superato il limite.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
