Vive in un appartamento con i genitori, poco distante dal centro Don Gnocchi di La Spezia dove il giudice gli ha imposto di seguire un percorso terapeutico.
Altro capitolo sul caso di Lorenzo Innocenti, l'architetto che l'8 febbraio 2025 uccise a coltellate la compagna Eleonora Guidi, a Rufina (Firenze), tentando poi il suicidio e riportando gravi lesioni cerebrali.
In attesa di una nuova valutazione sulla sua capacit di stare in giudizio (esclusa al momento dai periti alla luce dei gravi danni neurologici), Innocenti trascorre ora le sue giornate con la famiglia, con l'unico obbligo di rispettare il ciclo di terapie indicate dagli specialisti.
Non sono state infatti individuate - e di fatto non esistono - strutture di riabilitazione che garantiscano il ricovero per un caso come il suo; non pu accedere alle Rems, non essendo malato psichiatrico, e non pu essere trattato al pari di un comune paziente (il suo arrivo al centro di La Spezia  stato accolto con stupore dagli operatori) visto il gravissimo precedente.
Una falla nel sistema, dunque, su cui procura e tribunale sembrano aver avuto ben pochi margini di azione.
Sui social, intanto, i familiari di Eleonora continuano a chiedere una condanna esemplare.
Nelle scorse settimane, dopo aver appreso della decisione del giudice sulla libert vigilata, i toni si erano fatti ancora una volta duri: "Non possiamo dichiararci soddisfatti o sufficientemente tutelati - le parole affidate a una nota - sia perch i nostri consulenti erano giunti alla conclusione che l'indagato fosse gi in grado di seguire coscientemente il processo ma, soprattutto, perch tale misura di sicurezza consente a costui un'ampia libert di movimento".
Una richiesta che continua dunque a scontrarsi con le valutazioni dei periti, che avevano evidenziato lesioni di particolare entit e pesanti postumi, seppur non necessariamente irreversibili.
di.
luca serran
